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Repus: “E’ un uccello, è un aereo… è S...

Repus: “E’ un uccello, è un aereo… è San Clemente”


Dunque, Superman.
Vecchie mitologie si adattano alla modernità e vengono filtrate nel linguaggio in cui rinascono: il fumetto. Ora, datemi cinque indegne righe per aiutarvi a inquadrarlo:
Disegni. In sequenza. Accompagnati da didascalie. Un insieme di inquadrature, punti di vista spesso onniscienti, che mettono insieme una storia. Con dialoghi. Considerato arte povera, ignorato dal grande pubblico, mal visto dai genitori, ridotto a brandelli dalle maestre, il fumetto si sviluppa nel corso del ‘900 ma ha radici più antiche. Pensate alle grotte del Paleolitico: disegni, in sequenza. Niente didascalie, ma non sarei troppo pignolo su questo punto se fossi in voi, dato che all’epoca non era ancora stata documentata nessun tipo di scrittura riconducibile a linguaggi verbali.
Ok, le righe erano sei.

E adesso trasferiamoci a Roma, nella Basilica di San Clemente, dove troviamo un affresco, l’“Iscrizione di San Clemente”, appunto, risalente alla fine dell’XI secolo , e databile tra il1084  e l’inizio del 1110. In un particolare dell’affresco notiamo che un pagano, Sisinnio, è convinto che Clemente, il santo, voglia sottrargli la moglie, divenuta cristiana. Ordina perciò ai suoi servi Gosmario, Albertello e Carboncello di condurlo al martirio. Storia già vista, direte voi, se non fosse per il fatto che stavolta l’ordine dato da Sisinnio ai servi è trascritto sotto forma di discorso diretto nell’affresco stesso.

”Fàlite dereto colo palo, Carvoncelle
Gosmari, Albertel, traite.
Fili de le pute, traite”
“Spingilo da dietro col palo, Carboncello,
Gosmario, Albertello, tirate!
Figli di puttana, tirate!”

Che ve lo dico a fare, poco dopo avviene il miracolo: Clemente è libero, e i servi si ritrovano con una proverbiale colonna in mano. Questo ci porta a riflettere su ben tre punti:
1) L’avreste mai detto? Turpiloquio! Non è ancora nato il fumetto hard-boiled e già volano le parolacce.
2) L’avreste mai detto? Turpiloquio in chiesa! Chi guarda lontano è sempre incompreso.
3) L’avreste mai detto? Tecnicamente Superman non è il primo personaggio con super poteri ad apparire in un fumetto. Il primato spetta a San Clemente, primo supereroe ante litteram.

Quindi cos’è, in definitiva, un super eroe?
Un personaggio, per lo più solitario, che si ritrova ad affrontare un’impresa disinteressata e spesso superiore alle proprie capacità (vedi le dodici fatiche di Eracle, vedi, nel caso di Clemente, le difficoltà comportate dal fatto di essere trascinato da tre uomini in catene per venire poi ucciso).
Inoltre la mancanza di un effettivo tornaconto personale nella propria missione (nel caso di Clemente, il fatto di convertire una donna a una fede vista come benigna rispetto alla violenza con cui vengono rappresentati i pagani) è forse la caratteristica che meglio contraddistingue un personaggio di questo tipo. In pratica, rispetto a un comune ‘eroe’, un ‘super’ eroe ha in più non solo una buona dose di sensazionalismo nel nome, ma la capacità di andare oltre le proprie doti umane per portare a termine la propria impresa (nel caso di Clemente, il miracolo con il quale si libera dalle catene).

E ora non guardatemi così, è chiaro che San Clemente non è un vero super eroe, non se siete affezionati o attaccati alle definizioni come gli insettini alle luci artificiali. Il punto è un altro, me ne sono servito per spiegarvi come funziona la giostra: abbiamo un personaggio capace di compiere imprese oltre-umane e ci viene rappresentato in un fumetto, ovvero con disegni in sequenza, più didascalie. In pratica, per avere un super eroe non è strettamente necessario che lo ritrovate su un comic book americano pubblicato dal ventesimo secolo in poi. Amen, è il caso di dirlo.
Perciò, la prossima volta che penserete: “ma si, in fondo i super eroi sono boiate americane commerciali” sappiate che si, è vero, sono boiate americane commerciali, almeno per come vi vengono veicolati. Per il resto però, se hanno tanto successo al punto da rimanere radicati nella cultura popolare più a lungo di qualsiasi altro bene di consumo, non è solo grazie agli sgargianti costumini in spandex, ma al fatto che molti di loro sono archètipi, sono cioè la rappresentazione di una condizione oltre-umana alla quale, per affrontare imprese più grandi di noi, tenderemmo volentieri.

 


Simone Vacatello

Simone Vacatello, 28 anni, laurea magistrale in Lettere moderne. Umanista e randagio della comunicazione, non è qui per farvi apprezzare l'invasione di fumetti e super eroi, ma per aiutarvi a farvene una ragione

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