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Sabadì e la cioccolata (in tazza)

Sabadì e la cioccolata (in tazza)


E’ arrivata Minerva. No, non mi riferisco alla famosa divinità romana della guerra che gli studenti dell’università La Sapienza di Roma conoscono fin troppo bene (nota per la leggenda secondo la quale, guardare negli occhi la statua della Minerva, comporterebbe una bocciatura all’esame). E’ arrivata Minerva, pronipote di Poppea, zia di Beatrice, cugina di terzo grado di Caronte e mamma di diosolosa quale altra perturbazione. E’ arrivata Minerva e con essa il freddo, il buio p(r)esto,  il thè delle cinque, il cambio di stagione, i maglioni con le renne, il fuoco acceso, le caldarroste, Ingacio, Guru, Rocco e Franz.
So che quando avete letto Rocco, avete pensato a quel Rocco, ma quello che intendo io è più buono, gustoso, profumato e sicuramente più piccante, nel senso letterale del termine.
L’articolo di oggi parla di Cioccolata (calda), quella vera, densa, irresistibile ma soprattutto fatta di cioccolata e non di polvere di cacao. L’azienda in questione è Sabadì, tutta italiana, nata poco più di anno fa in Sicilia e precisamente a Modica, città già nota per la cioccolata.  Cosa nasconde Sabadì dietro ciò che mostra e vende, è un concentrato di filosofia e sentimenti che ha come unico risultato, un prodotto bello da vedere, buono da mangiare ma soprattutto fatto con tanto amore e tanta passione.

Sabadì è il giorno che forse non esiste.
E’ il giorno in cui rallentiamo, in cui riflettiamo su cosa sia veramente importante.
E’ il giorno a cui pensiamo a cosa sia la qualità della vita e a quello che facciamo per raggiungerla.
E’ il giorno in cui impariamo a prenderci il giusto tempo per godere delle piccole cose.
E’ il giorno in cui ritroviamo il gusto dimenticato delle albicocche che raccoglievamo in campagna da piccoli.
E’ il giorno in cui scopriamo quanto possa essere diversa una mela da un’altra.


Ma torniamo a Rocco e i suoi amici. Rocco è cioccolata al cardamomo e peperonicno, Guru è cioccolata allo zenzero e noce moscata, Franz alla cannella e chiodi di garofano e infine Ignacio il classico fondente.
Cioccolata calda VERA dicevamo, da sciogliere in una tazza di latte bollente e da gustare in santa pace.
Il cacao utilizzato per la produzione proviene dall’Ecuador ed è estremamente aromatico con spiccate note floreali e sentori di banana. Mentre lo zucchero è esclusivamente  zucchero di canna prodotto naturalmente e senza l’utilizzo di sbiancanti chimici.
A settembre Sabadì ha ottenuto anche la certificazione biologica. Questo vuol dire che non mangiate solo del buon cioccolato, ma anche, che lo fate in modo sano. E potete ingrassare con tranquillità.
A corredare bene il tutto e a rendere bello ciò che è anche buono, (ma anche a rendere una cioccolata calda degna di essere sotto l’albero e di essere regalata a qualcuno) c’è la questione packaging (questo sconosciuto). Una confezione dalle linee pulite, dalle note vintage e con uno splendido uso del character design.
Rocco ha anche un sacco di altri amici; Donato, Darino e Rossella  sono alcuni dei nomi che nascondono accostamenti unici e genuini, come quello delle scorzette di arancia rossa di Sicilia o delle scorzette di limone Interdonato.
Per molti di voi magari è ancora presto, ma io nel dubbio, faccio scorta sul loro sito per i regali di Natale.

 

 


Alessandro Rossi

Alessandro Rossi, fondatore di organiconcrete e pseudo studente di Ingegneria Edile-Architettura presso "La Sapienza" di Roma. Ossessionato dai buchi temporali, dall'eta adolescenziale, dal trascorrere del tempo, dai rapporti umani e dall'arte. Irrimediabilmente fesso.

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