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Matriosche, architetture e … la moda di Cris...

Matriosche, architetture e … la moda di Cristina Di Castro


26 anni.
Criniera rossa.
Occhi verdi.
Lentiggini distribuite sulle guance.
Due collezioni: “DEDALO” e “THE INCONSTANCY OF THE MODERN LIQUID FORM”.
DEDALO= creatore del labirinto.
Rappresentato nella collezione dallo studio della pelle come ambiguità estetica: non più femminilità assoluta, né maschilità assoluta; ma assemblamento delle due.
“THE INCONSTANCY OF THE MODERN LIQUID FORM”= Architettura liquida, un tipo di architettura, basata sul dissolvimento di tutto ciò che è acquisito, con l’obbiettivo di creare un legame tra le regole strutturali, volte a nuove dinamiche e a superfici innovative.
Un unico concept: l’abito inteso come involucro.
Scopriamo chi è Cristina Di Castro, da dove viene e come nasce e coltiva la sua passione per la moda.

Come ti chiami, e da quanto tempo ti sei avvicinata al mondo della moda?
Mi chiamo Maria Cristina Di Castro, sono di Alatri, un paesino in provincia di Frosinone, e sono circa dieci anni che mi sono avvicinata a questo mondo, precisamente da quando ho iniziato le superiori.

Il mondo della moda, lavoro, passione o entrambe le cose?
Il mondo della moda, è il mio mondo: prima passione ed ora anche il mio lavoro quotidiano.

Quando inizi a ”progettare” un modello, solitamente disegni prima su carta, o elabori i tuoi lavori direttamente sul manichino?qual è il processo creativo che segui?
In questo ambito mi interessa maggiormente la parte creativa, ossia tradurre l’idea della mente sul corpo umano.
Ormai, infatti, disegno pochissimo e inizio il mio lavoro direttamente sul manichino, dando vita ai miei progetti un passo dopo l’altro.
Non mi piace decidere sin dall’inizio come dovrà essere un abito, preferisco vedere come può trasformarsi intorno al corpo.
Questo discorso vale ovviamente per i miei progetti personali, le cose cambiamo se un lavoro mi viene commissionato.

Da dove prendi ispirazione per creare i tuoi lavori?c’è un artista che ti rappresenta?
La mia ispirazione creativa è la “costruttività”, la forma, la struttura.
Questo è quello che ho raccontato nel mio progetto di tesi ” THE INCONSTANCY OF THE MODERN LIQUID FORM”, in cui ho voluto rendere palese le innumerevoli relazioni che ci sono tra l’architettura e la moda, tra queste due e la società in continuo mutamento.
Per me un abito è un volume che nasce sul corpo umano e lo contiene, lo protegge.
L’ abito ripropone tutti gli aspetti di un’abitazione, ovviamente in scala differente e con materiali differenti.
Come una matriosca in cui la bambolina più piccola è l’uomo, poi c’è l’abito e poi l’architettura che racchiude il tutto.
Preferisco nettamente linee sagomate, pulite, fluide ma allo stesso tempo strutturali, che definiscono, ingrandiscono e mutano il corpo stesso.

Qual è il capo must have per una donna?quale per un uomo?
Secondo me non esiste un capo simbolo per un uomo o per una donna.
Non si possono generalizzare tutte le personalità.
A mio gusto un uomo non può non avere un completo giacca e pantaloni ed una donna un corsetto che delinei la sua figura.

Progetti per il futuro?
Non voglio fare progetti per il futuro, ma cercherò sicuramente di crearmi delle belle situazioni ed opportunità, sperando di trovare sempre persone che capiscano ed apprezzino il mio lavoro.

Fatti una domanda che vorresti ti venisse fatta…e datti una risposta.
Mi piacerebbe se mi domandassero: “CREDI IN QUELLO CHE FAI, SEI CONVINTA DELLA TUA PASSIONE?”
La mia risposta ovviamente sarebbe: “La mia passione è una certezza, che dal nulla si concretizza.
Ogni progetto che prende vita è un appagamento personale.
Quando un’idea comincia a ronzarmi in testa, mi entra in circolo una quantità di adrenalina indescrivibile.
In fondo penso sia questa la sensazione di ogni persona che coltiva una passione.”


Marta Latini

Mi chiamo mARTa e nel mio nome è racchiusa una parte del mio mondo...amo la danza, il design, l'architettura, la pittura, il didò e adoro le bambole di pezza; ma non sono nè una ballerina, nè un ingegnere, nè un architetto, nè una pittrice, nè tantomeno una scultrice...


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