Parole che non sono innocue


Ventidue anni.
E allora oggi penso a me, in esclusiva.
Penso a tutte le volte che credevo qualcosa per scoprire che non era esattamente come avevo immaginato e a tutte le volte che, invece, non credevo niente ed è arrivato qualcuno a sorprendermi; a tutte le volte in cui ho permesso che mi fosse portato via un pezzo del mio cuore e quella in cui ho deciso che nessuno l’avrebbe fatto mai più.
A quelli che volevano esserci e infatti ci sono stati.
A quando ho imparato a non prendermela più, a quando ho capito che i rapporti non sono la brutta copia di quello che un tempo è stato, i rapporti sono adesso, sono ora.
A tutti i momenti in cui ho desiderato essere altrove, a tutti i giorni in cui avrei impacchettato la mia vita e l’avrei chiusa nel fondo di un cassetto per indossarne un’altra che, mia, non lo sarebbe mai stata; a tutte le ore e i minuti che ho contato.
A tutte le volte in cui avremmo meritato una fine diversa e a tutte quelle in cui, lo sapevamo, che una fine in fondo non ci sarebbe mai stata.
A ogni estate spesa a perderci sempre un pò.
Alle albe e ai tramonti, ai gesti ripetuti per anni, alla parte migliore di me.
A tutti gli uomini che ho incontrato e che non mi hanno dato nulla e a quell’unico sguardo che ho solo incrociato, ma che mi ha lasciato un ricordo indelebile.
Alla distanza che la vita mi ha seminato ovunque, ai chilometri che mi hanno fatto piangere, ma che mi hanno anche mostrato che esiste una cosa, che si chiama affetto, che non conosce dighe nè confini.
A tutti quegli attimi che avrei voluto non finissero mai, a quando mi sono sentita davvero orgogliosa di me e a quando ho capito cosa vuol dire “insieme”;  a tutte le cose talmente belle da farmi perfino paura.
Alle scale che trovo sempre lì, dietro la solita curva, a ogni fermata; a tutti i nomi che sono andata a cercare per il mondo.
Alle volte in cui non ci sono stata e a quelle in cui c’ero troppo e non serviva a niente, alle volte in cui ho creduto di non farcela e a quelle in cui ho capito che riuscirci dipende solo da me.
Alle parole, alle canzoni che ho cantato senza voce, all’aria fredda di tutte le notti d’estate che ricordo ad una ad una, senza poterle mai scordare.
A chi ho perso per la strada e a chi ho fatto di tutto per non perdere, a chi, sulla mia strada, proprio non voleva rimanere; ai cambiamenti.
E gli auguri, allora, me li faccio da sola.
Perchè se c’è una cosa che ho capito, una piccola e stupida cosa che ho capito, è che l’unico amore in cui vale davvero la pena investire è quello per noi stessi.

 


Alice Innocenti

Alice Innocenti, ventun anni, amante delle parole. Di ogni tipo di parola. "Nella vita vera non posso cancellare, tornare indietro, ripensare a quello che ho detto, correggerlo. Allora scrivo. Per prendermi la rivincita sulle parole. Per raccontare come sarebbe andata se avessi scelto quelle giuste".


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