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HO UNA BICI! Storia di un primo amore

HO UNA BICI! Storia di un primo amore


Chi mi conosce lo sa, la mia memoria è paragonabile a quella di un disco floppy. Lenta e piccola. Il più delle volte dimentico di fare e di dire cose a qualcuno, di rispondere alle e-mail o di richiamare. Per non parlare di eventi che hanno avuto luogo diversi anni fa, di cui io ignoro completamente l’esistenza. E’ una condizioni a cui io e più o meno tutte le persone che mi sono intorno (quelle con TANTA pazienza) ci siamo abituati. Tuttavia anche la mia floppy-memoria, come ogni memoria che si rispetti, ha una dignità. Dignità che viene fuori nel momento in cui un suono, una parola, un’ immagine o un profumo, mi ricordano improvvisamente qualcosa che ha fatto parte della mia vita.

E’ andata più o meno così dopo aver letto la mail inviatami dalla piccola casa editrice Aalphabet (ve ne avevamo già parlato qui) che aveva come oggetto: HO UNA BICI!

Bici è una parola che ogni essere umano dovrebbe avere ben salda in testa, una di quelle parole che danno vita a lunghissime associazioni di idee.
Ora sarebbe bello fermarsi per un attimo, chiudere gli occhi, ricordarsi il colore della nostra prima bici, il rumore del campanello e di quella volta che nostro padre gli levò le rotelle trasfromando di fatto un triciclo, in una bici vera. Stavamo diventando grandi, ci dicevano. E quella volta che cademmo sulla ghiaia dando il via a un ciclo di ginocchia perennemente sbucciate, o quando correvamo così forte che sarebbe bastato un alito di vento contrario per farci schizzare chissà dove…
Sensazioni che scorrono sulla pelle e sgomitano per rimanere in prima fila; ricordi sbiaditi che conserviamo con forza nel nostro immaginario collettivo.

HO UNA BICI! (scritto in maiuscolo e con un bel punto esclamativo alla fine) è il tentativo di Nicola Albertin, editore di Aalphabet, di fare in modo che i ricordi non scappino via. HO UNA BICI! è una raccolta di fotografie scattate negli anni ’80, dalla mamma di Nicola, a Nicola, fratelli & co. alle prese con quella che forse è stata per tutti (almeno per noi maschietti) la storia di un primo amore.
Così ti accorgi che molti ricordi che credevi ormai rimossi giacevano in una scatola a casa dei tuoi genitori. In mezzo al solito disordinato mucchio delle foto di famiglia.
HO UNA BICI! è una pubblicazione autoprodotta, stampata in 50 copie e con copertina illustrata da Fulvia Monguzzi, ma prima di tutto, HO UNA BICI! è la storia di un primo amore. Quell’amore così ingenuo a morboso, verso ciò che è stato più di un semplice oggetto.

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Alessandro Rossi

Alessandro Rossi, fondatore di organiconcrete e pseudo studente di Ingegneria Edile-Architettura presso "La Sapienza" di Roma. Ossessionato dai buchi temporali, dall'eta adolescenziale, dal trascorrere del tempo, dai rapporti umani e dall'arte. Irrimediabilmente fesso.


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