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A colpi di matita 2.0: Daniela Volpari

A colpi di matita 2.0: Daniela Volpari


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Vivo vicino Roma, illustratrice da qualche anno. Rido in continuazione. Ho le dita storte e mi mangio le unghie. Ottimista per vocazione.

Come hai imparato a “disegnare”?
Secondo me non si impara a disegnare. Si scopre di saperlo fare. Poi si migliora “allenandosi”. Io ho scoperto abbastanza presto di saperlo fare, per questo ho cominciato subito ad allenarmi.
Ognuno di noi ha il suo talento, l’importante è scoprirlo e poi non abbandonarlo a se stesso.

24 ore, qual è la TUA ora e perché?
È quella prima di svegliarmi. Faccio dei sogni incredibili e il mio lavoro ringrazia.

Immagina un foglio bianco, qual è il processo creativo che segui?
Prima di appoggiare una matita al foglio sto impalata per un bel po’ a fissarlo, pensando a quello che potrei fare, e mi passano mille immagini davanti agli occhi come diapositive.
Ci metto parecchio prima di decidermi. Sui fogliacci comincio ad abbozzare l’inquadratura con qualche sagoma, poi pian piano prende forma. Rifinisco tutti i dettagli a matita, niente viene lasciato al caso e all’improvvisazione del pennello. Dopodichè, finalmente, si colora.

Solitamente disegni prima su carta oppure elabori tutto direttamente su pc?
Niente PC, solo carta, matite e pennelli. Uso le tempere, a volte gli acrilici.
Photoshop mi aiuta saltuariamente in qualche piccolo ritocco logistico (un cambiamento improvviso richiesto dall’editore o un collage virtuale).

Momento marzullesco: fatti una domanda e datti una risposta
Perchè gli artisti li riconosci per strada, mentre gli illustratori no? (questo avrei voluto chiederlo a tutti gli illustratori del globo!)
Secondo me: Semplicemente perché gli illustratori non escono mai di casa.

Un illustratore che ci consigli di tener d’occhio?
Eh ce ne sono un’infinità. Adesso su due piedi ho pensato a Simona Cordero. Credo non abbia il giusto riconoscimento che le spetterebbe. Ha davvero le mani d’oro.

Final Bonus Question: Guardando un po’ tutta la tua produzione, noto da un certo un punto in poi (dal 2008/2009 circa) una sterzata nei toni delle tue illustrazioni. Prima c’era una forte dominante di rosso, mentre adesso i tuoi toni sono più soft e assumono quasi un alone vintage.
E’ realmente cambiato qualcosa (a parte il fatto che tu sia cresciuta ovviamente) durante questi anni, o mi sono semplicemente inventata tutto?

Non saprei spiegarlo concretamente questo cambiamento. In effetti c’è stato, ed è evidente, ma non credo dipenda da qualcosa di specifico.Mi faccio un po’ trasportare da ciò che mi piace, dal mio gusto personale. Prima amavo molto di più i colori accesi, adesso ho un amore viscerale per le foto polaroid/vintage. Sicuramente fra qualche anno cambierà ancora. Forse il motivo chiave è che mi annoio a fare sempre la stessa cosa.

Ringraziamo Daniela per averci dedicato il suo tempo e vi invitiamo a visitare il suo blog: http://danielavolpari.blogspot.it/


Marta Latini

Mi chiamo mARTa e nel mio nome è racchiusa una parte del mio mondo...amo la danza, il design, l'architettura, la pittura, il didò e adoro le bambole di pezza; ma non sono nè una ballerina, nè un ingegnere, nè un architetto, nè una pittrice, nè tantomeno una scultrice...


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  1. Senza parole, sul blog di Daniela Volpari ho scoperto un mondo entusiasmante! Grazie a Marta per questa intervista.
    :D

  2. […] un criterio è difficile. Farò alcuni nomi comunque Marcella Brancaforte, Manon Gauthier, Daniela Volpari, Dice Tsutsumi, Noma Bliss, Ofra Amit, Alexis Horellou, Isabelle Arsenault, Matteo […]

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