Domenica in strada: Tellas


Voi donzelle della domenica a cui piace provare nuove esperienze culinarie come quelle che vi proponiamo con la rubrica Sunday Cooking scommetto che non sapete cosa è il Pancake day, vero?
È inutile, non cercate su wikipedia, ve lo dico io senza spingere troppi tasti del pc.
Il pancake day è nato negli Stati Uniti nel quindicesimo secolo ed è legato alle festività del martedì grasso. Lo so che le feste di carnevale sono passate ma vale la pena leggere questo racconto.
Una mattina una donna, per non arrivare tardi alla confessione del martedì grasso inizia a correre verso la chiesa finendo di preparare i pancake lungo il suo tragitto con ancora il grembiule addosso.
Da allora negli Stati Uniti e soprattutto nella città di New Orleans si festeggia proprio il pancake day con delle gare in cui i partecipanti devono correre con in mano una padella con all’interno un pancake che devono far girare almeno tre volte durante il percorso stabilito.
Provateci anche voi se ne avete il coraggio e poi mandate qualche foto al nostro direttore che sta già ridendo di voi!
Pancake a parte (io li adoro con la nutella) oggi vi porto a conoscere un artista cagliaritano, incontrato qualche giorno fa durante uno dei suoi ultimi lavori nel sottopasso in via Ostiense, nella capitale ovviamente.
Lui si chiama Tellas ed ha 28 anni, ha partecipato a diverse collettive e progetti in giro cimentandosi nella sua più grande passione, la pittura.
I suoi lavori in strada o negli spazi abbandonati sono di grandi dimensioni e spesso ricordano elementi naturali come le pietre giganti e lo sciame di foglie che adornano la superficie dei muri in cui si trova a lavorare, vedi la sua creazione per l’Alig’ art Festival di Cagliari nello scorso dicembre o l’opera a Fossalta nel novembre 2012.
Camminando nei borghi e per le strade dove Tellas ha lasciato il suo segno, ci si rende conto del grande impatto visivo che lascia ogni sua creatura, che sembra essere sfuggita dal disegno di un architetto per posarsi proprio dove meno ci si aspetta. Appaiono nel loro insieme come tante parti di segmenti geometrici, linee e forme armoniose che si rincorrono, come stormi che emigrano dopo l’estate o meteoriti che hanno paura di posarsi a terra.
Non mi dite che state ancora pensando ai pancake?!?
Comunque sia buona domenica!


Zelda

Mi chiamano Zelda, come la principessa dei Nintendo, come Zelda Sayre Fitzgerald, come Beautiful Zelda della Bonzo Dog Doo-Dah Band. Sono alta quanto una mela della Val di Non, sono impertinente come i miei capelli e mi nutro di street art, quella roba di cui vi parlo la domenica quando avete il cervello quadrato e parlate di rigori e schedine. Non potrete fare a meno di me.


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