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    Abbiamo visto un (Gold) Panda al Rashomon Club
    Michele Ponzelli - 2/3/2013 - Lifestyle | Musica -
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    Parto dal presupposto che tutti conosciate la differenza tra DJ e Producer, quindi do per scontato che sappiate distinguere un dj-set da un live-set. Bene.
    Senza nulla togliere alla nobile arte del missaggio, a me i live hanno sempre emozionato di più. E non solo per l’idea che la musica che ascolti la stiano creando proprio lì, in quello stesso momento in cui la balli, ma anche perché sono dannatamente affascinato da tutti quei cavi, cavetti, macchinette, effettiere e mille altri aggeggi che servono al performer per scuoterci i timpani.
    Sabato è stato il turno di Gold Panda (al secolo Derwin Schlecker), producer londinese già ospite a Roma all’Auditorium Parco delle Musica in occasione del Meet In Town 2011. Questa volta però la location era meno formale ed in un certo senso più “calda” e raccolta: il legendario Rashomon Club.
    La musica di Gold Panda è difficilmente etichettabile perché appartiene alla nuova ondata di indi-electro che sfugge a catalogazioni certe. Il suo sound passa dall’hip-hop strumentale, al chill-wave, all’ IDM, ma a me queste parolacce non sono mai piaciute. Potrei stare qui a parlarvi dei suoi remix che lo hanno consacrato tra i big della scena e di quanto siano fighi i suoi album, ma quello a cui tengo veramente, è dirvi che suona con un campionatore vintage Akai ed una machine dell’Atari di non si sa bene quale epoca. Che tradotto suona più o meno così: “Feticisti della musica elettronica, apparecchiatevi le orecchie e buon appetito”.

    Sul serio, la sua performance è stata grande. Emozioni perfettamente dosate tra momenti malinconici, onirici ed euforici, inoltre ha presentato alcune tracce del suo nuovo album Trust EP. I suoi beats hanno conquistato tutti i presenti regalandoci una pioggia di serotonina che ci ha fatto sentire un unico corpo danzante.
    Proteggete il Panda.
    Qui trovate il suo Soundcloud e Sito Ufficiale
    Di seguito invece un paio di video del suo live al Rashomon Club reperiti da Youtube

     

    Michele Ponzelli

    Ma per la bio va bene una stronzata tipo: da piccolo mi parcheggiavano davanti la TV. Non c’è da stupirsi se nella vita ho scelto di studiare i messaggi subliminali, poi ho avuto un incontro del quarto tipo con gli alieni. Ora sono uno normale.

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