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    10 (meno una) Birre da Record
    Umberto Calabria - 12/3/2013 - Birre | In evidenza -
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    Da bambino amavo le storie assurde. Ricordo che mi feci comprare per forza quel libro del GUINNESS WORLD RECORD edizione metà anni novanta per la modica cifra di 49.000 lire, per la gioia di mia madre. Ma li valeva tutti quei soldi già dalla copertina con la scritta olografica in rilievo che sbrilluccicava quasi come i miei occhi che la fissavano inclinandola verso la luce del comodino…del resto ad un bambino non serve altro che un mondo colorato e fantastico di cui cibarsi. Poi arriva il sesso.

    E se arriva anche la birra c’è da temere – anche per il sesso – soprattutto se vi mettete a fare classifiche personali à la page di dubbia attendibilità. Già, ho letto Alta Fedeltà da adolescente, lamentatevi pure con Nick Hornby.

    1 – La birra più alcolica.

    E’ stata una dura lotta a due. Da una parte i crucchi della Schorschbraeu  – dall’altra i pazzi scozzesi di Brewdog che per diversi mesi li hanno stuzzicati come solo loro sanno fare, strappandogli ripetutamente il record sulla birra più potente al mondo. Ma quelli sono belli tosti. Cosi in origine i primi detenevano felicemente il record con una birra da 31°, ma poi arrivò la Tactical Nuclear Penguin, un’Imperial Stout  da 32°. In breve tempo i tedeschi si ripresero l’orgoglio con una nuova birra da 40°, ma Brewdog con la Sink The Bismark li spiazzò nuovamente portando l’asticella a 41°. Stranamente poco determinati i tedeschi ripartirono con una birra ancora più forte da 44° ma gli scozzesi se la ridevano sotto i baffi producendo una nuova creazione da ben 55°, la The End of History. Schorschbraeu alla fine si riprese di nuovo il primato con una birra da 57° e i burloni di Brewdog, sicuri di averli già presi in giro a sufficienza, si fermarono. Se non che arrivò il terzo incomodo, un altro nuovo birrificio scozzese, Brewmeister, che da fine 2012, con l’ARMAGEDDON, detiene oggi il primato con 65°. Qualcosa mi dice che non finisca qui…

    2 – La birra più fetish.

    Pare che Il “famolo strano” nella birra moderna sia all’ordine del giorno (anche troppo). Ma riuscite a trovare qualcosa che lascia più interdetti di una IPA brassata con il prestigioso caffè Kopi Luwak (133 $ all’etto), ricavato dalle bacche di caffè ingerite, parzialmente digerite e defecate dal simpatico zibetto delle palme indonesiano? Mikkeller Koppi Coffee IPA. Paura.

    3 – La birra più amara.

    Una birra molto tagliente come una IPA americana si aggira, per intenderci, sulle 70-80 IBU (International Bittering Units). Se l’amaro della Mikkeller 1000 IBU vi fa un baffo forse dovreste provare la Flying Monkeys Alpha Fornication, 13,3° di stordimento per 2500 IBU. E scusate se è poco.

    4 - La birra più cara.

    Questo è un pazzo mondo. Ma se non altro, tra tanta frivolezza, il primato della birra più costosa ha a che fare con buoni propositi. L’Antarctic Nail Ale, prodotta a Perth in sole 30 bottiglie con l’acqua ricavata dal ghiaccio prelevato direttamente in Antartide dalla Sea Shepherd Conservation Society, fu venduta all’asta a partire dagli 800 $ ed il ricavato devoluto al 100% alla Sea Shepherd che si batte per la protezione delle balene.

    5 - La birra più cicciona.

    Che la birra ingrassi è uno dei tanti luoghi comuni che serpeggiano su questa bevanda. Detto questo, c’è birra e birra, e alcune sono ovviamente più caloriche di altre. Così pare, secondo la classifica riportata da The Daily Beast, che la birra più cicciona sia la Sierra Nevada Bigfoot Ale, una bomba da 9.6°, 330 calorie e 32.1 carboidrati per 12 once di prodotto. Non so voi ma io ho una certa fame…

    6 – La birra in bottiglia più antica.

    Nell’estate del 2010 cinque bottiglie di birra insieme ad altre di champagne vennero ritrovate nella stiva di un relitto sprofondato quasi duecento anni fa sul fondo del Mar Baltico, al largo delle isole Åland. Ad oggi pare che queste bottiglie appartenenti alla prima metà dell’800 siano le più antiche del mondo, forse ancora bevibili date le ideali condizioni di temperatura e oscurità per la conservazione del liquido. il governo delle isole decise di destinarle ad analisi sulla composizione chimica, cercando di riscoprire antichi saperi, ma sembra che i risultati non siano stati sufficienti a recuperare una ricetta della birra dell’epoca…per me se la sono bevuta, altro che.

    7 – La birra più buona.

    La Westvleteren 12, come detto ultimamente, ha è stata votata ripetutamente come birra più buona al mondo. Parte del suo fascino sta, di fatto, nella difficile reperibilità che l’ha sempre contraddistinta, nonostante, di recente, anche quest’ultimo baluardo del mondo brassicolo abbia ceduto ai fascini della grande distribuzione, pur se temporaneamente e per il solo scopo di finanziare le opere di ristrutturazione dell’abbazia St. Sixtus. Così è possibile trovare in giro confezioni da sei delle famigerate birre belghe, con una grafica rinnovata ed una nuova etichetta di dubbio gusto, vendute sul mercato statunitense a 85 $ l’una. La Westvleteren 12,  a prescindere dai gusti personali, è una birra incredibile, sborsateli un po’ di soldini se vi capita.

    8 – La birra più eccentrica.

    Sempre loro, Brewdog. Perso il record sia della birra più alcolica che della più cara, difficilmente qualcun altro potrà strappargli il primato di follia e confezionamento. Ognuna delle sole 11 bottiglie di The End of History commercializzate (765 $ a bottiglia), infatti, è stata letteralmente inglobata all’interno dei corpi di ermellini o scoiattoli impagliati. Nonostante il grande e goliardico successo culminato con l’esposizione di un esemplare al MONA museum of new and old art in Australia, l’aver adoperato animali – pur dichiarati uccisi a causa di incidenti sulla strada – ha destato non poche critiche da parte degli animalisti.

    9 – La birreria più vecchia ancora in produzione.

    È nato nel 1040 il birrificio Weihenstephan, con sede nella città di Freising e di proprietà dello Stato di Baviera,  ad oggi il luogo più antico di produzione di birra ancora attivo. Weihenstephan è inoltre una delle sedi della Technische Universität München e ospita, che banalità, il Center of Life and Food Science, dove è possibile specializzarsi anche nell’arte birraria.

     

    Umberto Calabria

    Umberto Calabria (kal.), venticinque anni, autistico della birra ed “homebrewer” della domenica. “Liutaio” del sabato pomeriggio. Laureato e lavoratore per errore il resto della settimana. Curioso come una scimmia, sempre.

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    • Thore

      Molte di quelle che hai citato ovviamente le ho assaggiate. Comunque a proposito di birre antiche…anche quelle russe della vetrina del Beerbaccione ad Albano Laziale non scherzano! :D

    • Pingback: Superquark: alle origini delle India Pale Ale | Organiconcrete

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