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Save the date: Ritmi Sotterranei presenta A MAZON

Save the date: Ritmi Sotterranei presenta A MAZON


Ci sono eventi che per quanto possa sforzarti di ignorare, esercitano su di te un magnetismo tale da attrarti inevitabilmente a sbirciare tra le righe di un articolo.
Succede quando oltre all’evento viene dato un occhio di riguardo a tutto ciò che concerne il processo comunicativo e divulgativo, che finisce in maniera inconfutabile, per diventare un’opera d’arte figlia dell’evento stesso.
E succede quando sulla locandina riconosci qualche nome noto (e di nostra vecchia conoscenza) come quello di  Viola PantanoCristina Di Castro, o dei Quiet Ensemble.
Il Save The Date di oggi, vede protagonista la compagnia di danza Ritmi Sotterranei che presenterà la prima nazionale del nuovo spettacolo al Teatro Vascello a Roma.
I Ritmi Sotterranei io li seguo da un po’ e non posso negare tanta stima e ammirazione nei confronti di un gruppo capitanato dall’eclettica e geniale Alessia Gatta (regista e coreografa) che ad ogni spettacolo dimostra di saper miscelare con maestria ingredienti di qualità e scelti sempre con la massima cura.
Così finisce che pensi di andar a vedere uno spettacolo come tanti altri e invece ti trovi davanti una performance artistica che va oltre il concetto classico di esibizione di danzatori, perchè coinvolge figure professionali con una visione dell’arte a 360 gradi.
È il caso di A MAZON il nuovo spettacolo dei Ritmi Sotterranei prodotto da MATRICE [ N ] e che come già anticipato vede la partecipazione di artisti straordinari nel panorama nazionale e internazionale primo fra tutti Giovanni Fontana (drammaturgo) seguito dai succitati Quiet Ensemble per le videoinstallazioni, Viola Pantano come artiere, Federica Italiano per il disegno sonoro, Marco Policastro come disegnatore luci e set, Cristina Di Castro  per i costumi e Sara Palmisani per i copricapo.
Un tripudio di nomi che fanno rumore. Tanto. E vi lasciano senza un’alternativa: ||25 maggio||Teatro Vascello||Roma||21:30||

Ma vi avverto: se verrete il 25 maggio al Teatro Vascello con la speranza di vedere ballerini zompettare a destra e manca su un palco, beh, siete ancora in tempo per cambiare i piani e andarvene a far spese al centro commerciale.
A MAZON è un concentrato d’arte che proietterà lo spettatore in un mondo in cui non siete mai stati. Un mondo che cambierà la vostra percezione del termine “spettacolo”.
E tanto per avvalorare quanto detto finora, anche il comunicato scritto da Achille Gussati, non fa eccezione.

 

E se la guerra nascesse dall’amore?
E se l’amore nascesse dalla guerra? E se fossero, invece, due facce della stessa medaglia?
Diremmo allora che l’amore è guerra, perché la dualità non esiste.

Femmina e maschio, due metà dello stesso insieme che l’amplesso fonde in materia fluida e indistinta, sono il magma nero dentro la nostra limpida coscienza di esistere per ridivenire uno.
A Mazon è il gioco delle forze che si attraggono e si respingono, creando e distruggendo di continuo il mondo, come lo Yin fa con lo Yang, come lo scuro con il chiaro, il freddo con il caldo.
Ma gli opposti sono indistinti: A Mazon è la drammatica scoperta degli opposti che sono uno: la stessa cosa nella stessa cosa.
Tutto è Qi.
La materia occupa lo spazio penetrandolo con violenza; così lo spazio diventa materia, e la materia spazio.
Morire e nascere nello stesso istante è ciò che si fa quando si mangia, uccidere e salvare quando si combatte.
La morte fossile dei vegetali di ieri dà vita al petrolio, che oggi è morte e vita del mondo.
Ci attraversa le vene morbide e riempie il respiro di chi fiuta la vita, come fa la donna-guerriero che combatte chi ama perché ama in modo assoluto.
A Mazon è una metafora violenta della vita profonda che ci mangia da dentro, che ci muove e commuove senza tregua, senza pace.
A Mazon aggredisce, non determina, non offre soluzioni, ma promuove confusioni.

Achille Gussati.


Alessandro Rossi

Alessandro Rossi, fondatore di organiconcrete e pseudo studente di Ingegneria Edile-Architettura presso "La Sapienza" di Roma. Ossessionato dai buchi temporali, dall'eta adolescenziale, dal trascorrere del tempo, dai rapporti umani e dall'arte. Irrimediabilmente fesso.


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  1. […] di ricostruire il racconto della prima nazionale di A Mazon (di cui vi avevamo già parlato qui) e che finisce inevitabilmente per oltrepassare la soglia […]

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