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Tuesday Poison: le Lolita di Kukula

Tuesday Poison: le Lolita di Kukula


Cari lettori di Tuesday Poison ebbene sì, domani è il compleanno della nostra amata rubrica e siccome nessuna festeggia un compleanno prima, di certo non lo faremo neanche noi. Però vi preannuncio che io e il grande capo stiamo preparando per voi una sorpresa che vi lascerà a bocca aperta, ve lo posso assicurare.
Intanto che vi starete mordendo le mani, vi faccio un piccolo regalino portandovi a conoscere l’artista che ho scelto per questa puntata di pre-compleanno soave e rilassante.
Lei si chiama Nataly Abramovitch ma il suo nome d’arte è Kukula e vive negli Stati Uniti anche se è originaria di Tel Aviv. Da qualche anno incanta con le sue creature realizzate con pittura e disegno, realizzando una fabbrica di bambole affascinanti, seducenti e enigmatiche, tante piccole Lolita da adulare, molte delle quali sembrano un riflesso della stessa artista.
Ciò che rende i suoi lavori particolarmente attraenti non è soltanto la bellezza e la leggiadria delle sue figuri femminili ma anche la scelta delle ambientazioni in cui queste vengono collocate, ovvero dei paesaggi che rievocano malinconia, la consapevolezza di un’infanzia perduta e anche un forte senso di apatia e inettitudine che ostacola il dialogo con lo sguardo altrui: nelle opere di Kukula gli occhi delle protagoniste dei suoi racconti senza tempo non sono mai rivolti verso l’esterno ma nella maggior parte dei casi sono socchiusi o rivolti verso il basso, come a volersi distaccare dalla realtà, dalla contingenza che non si prende cura delle emozioni.
Queste dolci fanciulle dai colori pastello sembrano volersi divincolare dal materialismo con cui farciamo le nostre giornate mostrando la loro vera identità interiore, il loro spazio emotivo entro cui la vita è scandita, mentre il mondo intorno continua indifferente la sua corsa verso la ripetitività.
Godetevi le immagini ma restate con gli occhi ben allenati, la sorpresa è in agguato!


Eva Di Tullio

Io sono Eva e con Tuesday Poison ogni martedì, vi racconterò la storia dell’arte pop surrealista e lowbrow: accomodatevi pure!


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