Nel mondo di carta di Brian Dettmer


In questo nefasto periodo dell’anno costellato da esami di ogni sorta, chiedo a voi universitari, diplomandi e detentori di debiti formativi di scagliare la prima pietra se non vi è mai venuto in mente di fare di tutto con quel libro che avete di fronte tranne che studiarci su.

Ebbene qualcuno ci ha pensato prima di noi riuscendo a realizzare le sue idee con grande successo e abilità. Sto parlando di Brian Dettmer, uno scultore americano dell’Illinois innamorato dell’arte in ogni sua sfaccettatura visiva.
Nasce negli anni ‘70 e scopre subito di essere un grande artista, spalleggiato dai genitori che non potendo negare il suo talento nel disegno e nella pittura lo spingono a dedicare alla sua passione una vita intera. Durante il college prende la decisione di seguire la sua naturale inclinazione affidandosi soprattutto alla pittura e alla possibilità di diventare architetto.
Dettmer si ritrova però a compiere un’analisi delle connessioni tra testo e immagine all’interno della comunicazione scritta. Non solo, il giovanissimo Brian si interessa soprattutto a quei codici fuori dal comune, come il braille o il codice morse, e ancora meglio il linguaggio dei segni.
Proprio per questo prende la decisione di spostare il suo raggio d’azione sulla scultura, accessibile a tutti sia visivamente che al tatto.

Nel 2000 lo scultore trova quindi il suo personalissimo metodo per comunicare: unisce le sue passioni tagliando e incollando pagine di libri, giornali ed altri materiali creando immagini tridimensionali piene di emozioni e di storie da raccontare, storie che cambiano ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo in relazione a chi in quel momento sta godendo di quella particolare opera.
In un’intervista al The Great Discontent, Brian ha dichiarato di essere stato davvero fortunato ad avere la possibilità di dedicarsi interamente alle sue opere senza essere costretto a lasciarsi sfuggire alcuna possibilità, nonostante i suoi lavori fossero stati esposti in poco tempo in tutto il mondo, da New York a Città del Messico a Barcellona.

La parte eccitante del suo lavoro è il modo di crearlo: non si parte mai da un’idea precisa, un’immagine scandita nella mente, ma dal materiale che si ha di fronte. Dettmer plasma con le sue mani nuova materia, scavando nelle pagine e nella sua immaginazione e realizzando un mondo tutto nuovo, tanto materiale quanto completamente intellegibile.


Laura Pace

Laura Pace, studentessa caffeinomane fagocita cultura. Dispensatrice di perle scritte a mano. Toglietele tutto, ma non la sua penna


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