Domenica in strada: Etam Cru


Secondo voi a cosa pensano gli astronauti quando viaggiano nell’universo?
Il 21 luglio 1969 alle ore 2:56 Neil Armstrong è il primo uomo nella storia dell’umanità a mettere piede sulla Luna. Tutti, chi in un modo o nell’altro, abbiamo visto questa famosa impresa, c’è chi, come i miei nonni, ha assistito a tale evento guardandolo dalla televisione, chi come me invece è rimasto incuriosito dalla tuta dell’astronauta sui libri di storia o sulle copertine di riviste scientifiche. A più di quaranta anni dall’impresa dell’astronauta americano, morto lo scorso anno ad 82 anni, io sono ancora affascinata dal suo passo goffo sul suolo lunare, da quella bolla trasparente che contiene la sua testa, da quella macchina che vola che l’ha portato fino lassù, su quella sfera che ogni sera vediamo da lontano, a cui poeti e cantanti hanno dedicato opere e lodi.
La puntata di questa domenica la dedico proprio a Neil Armstrong che per primo ha toccato la luna e a Yuri Gagarin, il primo uomo a volare nello spazio, ma anche un pò ai miei amici Giuseppe e Claudio, anche loro sempre con la testa altrove.

La puntata di oggi, miei piccoli nerd, è su una crew polacca, Etam Cru, composta da Przemek Blejzyk aka Sainer e Mateusz Gapski aka Bezt, due artisti che girano l’Europa a caccia di pareti stratosferiche da dipingere.
Questi due santoni della street art made in Polonia, Sainer e Betz, dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Łódź, iniziano la loro collaborazione artistica, sfornando illustrazioni e murales da capogiro, sia per le dimensioni che per l’uso intenso dei colori.
I loro lavori ricordano un po’ quelli del nostro caro Aryz e proprio come quest’ultimo nello stile del duo polacco, oltre ai colori, c’è un mondo surreale, fatto di tenere creature sospese, forse fuggite dalla pagina bianca di un libro di favole, uomini e animali, esseri viventi e case che volano in balia del vento, sguardi timidi e movimenti impacciati, mentre intorno il grigio della superficie si annulla per lasciare spazio alla fantasia, la nostra, la quale scompone e ricompone i personaggi e le storie forgiati da questa fabbrica grottesca che oggi vi porto a visitare.
Buona domenica !


Zelda

Mi chiamano Zelda, come la principessa dei Nintendo, come Zelda Sayre Fitzgerald, come Beautiful Zelda della Bonzo Dog Doo-Dah Band. Sono alta quanto una mela della Val di Non, sono impertinente come i miei capelli e mi nutro di street art, quella roba di cui vi parlo la domenica quando avete il cervello quadrato e parlate di rigori e schedine. Non potrete fare a meno di me.


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