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A colpi di matita 2.0: Andrea Alemanno

A colpi di matita 2.0: Andrea Alemanno


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Disegnatore in continuo movimento. Amante del non far nulla, serie televisive, giocatore di ruolo e amo non far nulla, l’ho già detto vero?

Come hai imparato a “disegnare”?
Ho fatto un percorso classico, liceo artistico e accademia di belle arti ma tanto l’ho imparato da solo leggendo fumetti, guardando cartoni animati e studiando altri autori e artisti.
Ho iniziato con Akira Toriyama, Kentaro Miura e Yukito Kishiro ma poi ho iniziato a guardare artisti americani come Franzetta e Brom e pian piano ho cercato autori sempre diversi per stili e soggetti.
Il resto viene con il tempo e l’esercizio contornato da un po’ di costanza e tanta determinazione.

24 ore, qual è la TUA ora e perché?
Che bella domanda! Credo che la mia ora preferita sia tra le 7 e le 8 del mattino. C’è una quiete e un silenzio (vivo a Firenze e dalla mia finestra si sentono sempre macchine e clacson) che mi ispirano e poi con il caffè in mano tutto migliora!

Immagina un foglio bianco, qual è il processo creativo che segui?
Forse è per pigrizia o forse no, non saprei ma prima di mettere la punta della matita sul foglio penso tanto a come voglio una immagine. Quale sarà la sua composizione? Cosa voglio dire? Quale è la inquadratura migliore? Che colori? E così via.
Quando ho chiaro in mente cosa voglio realizzare inizio. Penso che non si possa lavorare sempre in totale libertà, anche se sarebbe bello, a volte ci sono alcuni vincoli (tecnici o editoriali ad esempio) che portano a modificare la mia idea e quindi prima vedo di risolvere la parte noiosa e poi inizio!

Solitamente disegni prima su carta oppure elabori tutto direttamente su pc?
Quasi sempre disegno prima su carta e poi coloro. La carta mi piace troppo per poterla abbandonare completamente ma a volte i tempi sono stretti e il digitale è un bell’aiuto.

Momento marzullesco: fatti una domanda e datti una risposta
Ma chi me l’ha fatta fare di iniziare questa carriera? La tua voglia di creare e disegnare. (illustratore – coscienza 1 a 0)

Un illustratore che ci consigli di tener d’occhio?
Ce ne sono una valanga!
Ne dico giusto 3: Giacomo Garelli, Srimalie Bassani e Katya Longhi. Sono 3 colleghi e amici che stimo tantissimo oltre ad essere fantastici in quel che fanno.

Final bonus question: Quando ho aperto il tuo blog e ho frugato nel tuo portfolio, la prima cosa che mi è venuta in mente sono stati i paesaggi dei film di animazione giapponesi (ho pensato subito a Hayao Miyazaki): a quel velo di mistero che si cela dietro quella nebbiolina che fa parte di quasi tutte le tue illustrazioni, quegli sguardi nascosti dietro espressioni mai esplicite dei tuoi personaggi…Insomma siccome dalle tue illustrazioni sembra di trovarci a che fare con una persona avvolta da un velo di mistero, mi chiedo se sei effettivamente una persona misteriosa o se ho completamente le traveggole :D
Inoltre, ti va di raccontarci una storia particolarmente curiosa che lega te ai tuoi lavori? (e non dirci che ti servi di una cabina telefonica per cambiarti d’abito e poi te ne vai in giro a salvare il mondo!!!)

I paesaggi hanno per me un qualcosa di speciale. Penso che un paesaggio abbia la capacità di poter spiegare emozioni e sensazioni, a volte più di una frase. Mi viene in mente come ad esempio all’autunno si paragonano emozioni più nostalgiche rispetto alle altre stagioni o come ad un treno che passa al tempo che corre via ma è comunque un discorso legato molto a ciò che ognuno di noi ha vissuto e spesso in un paesaggio ognuno vede quel che vuole vedere.
Il mistero poi sta in quel che si vuole far vedere e far credere!
Credo che tutti abbiano un velo di mistero e ammetto che mi piace l’idea di poterne avere uno (mi immagino stile fantasma dell’opera!!) e da buon uomo misterioso non risponderò alla domanda!!! ahahah
La storia più particolare che ho con una illustrazione è sicuramente quella della Filastrocca delle guarigioni (fig 4). E’ nata dopo aver sentito l’omonima filastrocca di Bruno Tognolini durante una conferenza e me ne sono innamorato all’istante. Sarà per il tema del testo che sento particolarmente vicino ma appena l’ho sentita l’ho realizzata e gliel’ho spedita. Tognolini è letteralmente impazzito per quella illustrazione e non scorderò mai gli scambi di email che abbiamo avuto. Credo che quel momento è stato il punto in cui ho capito quanto può essere bello questo mestiere.
In caso vogliate leggerla lascio il link del blog di Tognolini dove spiega meglio di me come è nata questa illustrazione:
http://www.webalice.it/tognolini/var-rim.html#muta

Ringeaziamo Andrea e vi invitiamo a visitare il suo blog: http://andreaalemanno.blogspot.it/


Marta Latini

Mi chiamo mARTa e nel mio nome è racchiusa una parte del mio mondo...amo la danza, il design, l'architettura, la pittura, il didò e adoro le bambole di pezza; ma non sono nè una ballerina, nè un ingegnere, nè un architetto, nè una pittrice, nè tantomeno una scultrice...


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