The Legacy of Le Corbusier


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Alloggiare? Vuol dire abitare, saper abitare. L’alloggio è lo specchio della coscienza di un popolo. Saper abitare è il grande problema, e alla gente nessuno lo insegna

L’architettura in Italia è uno di quei tasti dolenti (ma davvero tanto dolenti) per tutti i progettisti, nonchè per tutti gli studenti che si laureano con la flebile speranza di poter un giorno, realizzare edifici. Magari edifici moderni, lontani dalle logiche conservatrici che pubbliche amministrazioni e privati (con taciti accordi) continuano a difendere in nome di un (finto) rispetto ambientale ed urbanistico.
Che poi, sarebbe più corretto dire che oggi il vero tasto dolente è che in Italia non si costruisce più (e quelle poche volte che accade, si fa anche male), ma questo è un altro paio di maniche e probabilmente sconfinerebbe in sillogismi pieni di fuffa che farebbero rivoltare nella tomba, uno come Le Corbusier, che l’architettura moderna (quella vera) l’ha forgiata quasi un secolo fa, facendola risultare moderna ancora oggi.

Proprio all’architetto svizzero Le Corbusier, precursore insieme a Wright, Alvar Alto, Van Der Rhoe (giusto per citarne qualcuno) di quel modernismo architettonico che ha ridefinito le regole del costruire e dell’abitare, è dedicato il progetto di Enle Li, studente della School of Visual Arts, a New York.
The Legacy of Le Corbusier è una biografia completa, realizzata con un’attenzione smisurata nei confronti del contenuto ma anche del design editoriale, che sfocia in un volume di 285 pagine di altissima qualità, da accarezzare e sfogliare per ripercorrere il contrasto tra la materia pesante e la leggerezza degli spazi in un viaggio che va dalla Maison Blanche ai pilotis di Villa Savoye e arrivando alle ultime opere degli anni settanta.

Un volume che essendo il frutto di un progetto scolastico, probabilmente non vedrà mai la luce, ma farà sicuramente leccare i baffi e drizzare le antenne agli addetti ai lavori, ma anche agli amanti del modernismo vero. Puro.
La massima espressione di un uomo che è stato architetto, pittore, scrittore e docente. Un Artista (con rigorosa lettera maiuscola) di quelli bravi. Di quelli rari. Di quelli che mancano tanto all’architettura contemporanea.

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Alessandro Rossi

Alessandro Rossi, fondatore di organiconcrete e pseudo studente di Ingegneria Edile-Architettura presso "La Sapienza" di Roma. Ossessionato dai buchi temporali, dall'eta adolescenziale, dal trascorrere del tempo, dai rapporti umani e dall'arte. Irrimediabilmente fesso.

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