L’iperrealismo di Dan Witz


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Caravaggio nel XVI° secolo dipingeva i protagonisti dei suoi dipinti immersi nell’ombra, rischiarati sempre da una sorta di luce ultraterrena proveniente dall’alto o dagli scarsi mezzi di illuminazione a disposizione all’epoca, come candele o lampade ad olio, a partire dalle quali creava gli effetti di chiaro-scuro che l’hanno reso immortale nel tempo.

Nel XXI° secolo sarebbe ormai troppo scontato ricreare quegli artifici alla stessa maniera del grande pittore lombardo, così Dan Witz, artista statunitense cinquantasettenne, ha deciso di rappresentare le sue figure illuminate dalla sola luce dell’unico oggetto che ormai è diventato parte integrante delle nostre esistenze: lo smartphone!
Non più fonti di illuminazione retrograde, ma il display del nostro accessorio preferito, che illumina i volti dei soggetti ritratti intenti probabilmente a pubblicare una foto su facebook o ad inviare messaggi su whatsapp.

Un freddo ed estremamente fedele resoconto della nostra società contemporanea, profondamente cambiata nel corso dei secoli, nonché  la volontà dell’artista stesso di rappresentarla minuziosamente con una tecnica pittorica vecchia ormai secoli, quella dei colori ad olio, che dona ai suoi dipinti un realismo estremo, quasi a sembrare che siano stati realizzati artificialmente con l’ausilio del computer. Niente di tutto ciò, solo una matita per tratteggiare i contorni e i suoi amati pennelli, per rappresentare ogni volta pezzi di quotidianità, che si tratti del ritratto di un adolescente o di un black block con indosso una maschera antigas, dell’immagine di una strada illuminata da un lampione, o di gruppi di giovani alternativi che ballano (e pogano) in discoteca.

Quando il classico incontra il contemporaneo insomma! la magia dei dipinti di Dan Witz è tutta quì!


Nadia Guidi

Nadia, nevrotica precisina full time, nel tempo libero tento di farmi largo nell'insidioso mondo della curatela. Rincorro tutto ciò che toglie il respiro e sono alla costante ricerca della meraviglia.

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