A colpi di luce 3.0: Viviana Berti


pocket

Ciao Viviana, la prima cosa che ti chiedo è di parlare di te attraverso due scatti: fotografa ciò che hai in tasca e dove ti trovi adesso, raccontaci se (e perché) rappresenta il posto in cui vorresti essere.
In questo momento preciso mi trovo nel mio quartier generale, casa di Viola Pantano, una sorta di incubatrice di idee sorvegliate da Trudy,il mio fedelissimo cane che mi ha scelto da ormai 10 anni, quindi si, mi rappresenta. La cosa verde nella mia tasca testimonia il mio senso civico,è lo strumento con cui raccolgo i resti di ciò che Trudy ha ingerito prevalentemente alle 7 di mattina.

Discuto sempre su quale sia il significato di bellezza, che per me è sempre soggettivo, mi piace sapere a cosa si riferiscono gli altri quando pensano alla bellezza, tu che significato personale dai a questo aggettivo?
Ultimamente mi trovo spesso anche io a discutere sul senso di bellezza e trovo che nonostante i canoni di questa cambino a seconda dell’epoca in cui si vive, il concetto rimane secondo me oggettivo e non soggettivo. Dovrebbe essere nel cuore di ogni uomo la sensibilità di percepirla quindi è un problema di chi non la possiede non di chi la crea non riuscire a vederla.
Il detto che odio di più è quindi: non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace, la trovo una scusa per giustificare il cattivo gusto.

Luca Tombolini, il fotografo che ho intervistato qualche settimana fa mi ha suggerito la domanda, il viaggio che ti è piaciuto di più?
Il viaggio che più ho amato è stato quello a Tokyo l’anno scorso, era febbraio e accompagnavo Martin de Thurah a girare uno spot per la Delta Airlines. Alloggiavamo al Park Hyatt dove Sofia Coppola ha girato Lost in Translation e visto che il cinema è la mia vita, ne ho respirato per la prima volta il sapore ed è stato magico e catartico. Nevicava ed erano tutti molto gentili e parlavano con un tono di voce pacato ed essenziale, cosa che per un italiano è una sorta di miraggio. I primi giorni ero da sola e camminavo senza sosta e la cosa più incredibile è stata notare come i grandi e nuovi palazzi nascondessero quasi a proteggere quelli antichi, di colpo dopo un grattacielo inciampavi in un tempio.

cocacola_MG_8831

Dove e come trovi l’ispirazione per le tue foto? Chi ti ispira nella creazione degli scatti? Cos’è per te la creazione di uno scatto o di un particolare concept? Come procedi nella realizzazione?
Quando fotografo mi lascio ispirare dal soggetto, lascio che sia lui a parlare, io divento il mezzo che lo porta ad esprimersi. E’ tutto molto intuitivo, poco pratico e improvvisato, il più delle volte a dettare legge sono le mie amate coincidenze. Odio spiegare il mio lavoro, ognuno ci vede quello preferisce ed è bello così.
Mi piace fare si che quello scatto sia solo un momento insignificante prima di qualcosa di davvero essenziale, il momento prima, ma potrebbe essere anche quello successivo in effetti.

Adoro i tuoi ritratti; cosa pensi che sia per te il ritratto fotografico e se c’è qualcosa e qualcuno che più di altri ti ha trasmesso emozioni guardando in camera mentre scattavi sul suo volto.
Mi sono emozionata quando ho fotografato una mia amica; anche li nevicava ma eravamo a Berlino, lei ha pianto ed anche io.

Puoi darmi la definizione di ‘fotografia’ secondo Viviana Berti?
Le parole hanno un’etimologia, credo in lei ciecamente, fotografia è scrivere con la luce. È talmente bella così nuda che non mi sento in grado di vestirla con inutili orpelli.

Una domanda che nessuno ti fa, ma che invece vorresti sentirti dire.
Vorrei che mi avessi chiesto di descrivere l’amore attraverso il frame di un film. Sarebbe stato questo
(ferro3-KimKiDuk)

unnamed

Che cosa fai invece quando non scatti foto? Come passi il tuo tempo libero?
Quando non scatto foto vado al cinema, mi innamoro e vado a cavallo. Tutte cose che faccio soprattutto perché sono il motore della mia creatività.
Ora però è tutto diverso, sto scrivendo un documentario quindi vivo la vita di altre persone.

Se dovessi partire per un viaggio oggi, cosa porteresti nel tuo zaino e cosa lasceresti a casa?
Se partissi ora, nel mio zaino metterei sicuramente telefono e auricolari, macchina fotografica,il quaderno degli appunti, il mio profumo e il bagnoschiuma al melograno che mi ricorda quanto è stato facile perdersi in qualcun altro e che non deve accadere di nuovo.
Lascerei a casa le bustine verdi nella prima foto, me le ritrovo ovunque anche quando non mi servono.

Un sogno ricorrente, uno irrealizzabile e uno espresso. Raccontaceli.
Sogno spesso che mi sparano e l’acqua, sogno tantissima acqua. Non esistono sogni irrealizzabili e il sogno espresso non te lo dico perché sono molto scaramantica.

Ho chiesto per un anno, a tutti i fotografi, quali fossero i loro progetti futuri, ho deciso di cambiare e chiederti, cosa vuoi fare oggi e cosa farai veramente?
Oggi vorrei andare a correre, fare l’amore e mangiare un hamburger.
Invece siederò accanto a Viola davanti al computer, leggeremo la sceneggiatura di un film stupendo ma che non posso citare e assisterò alle prove dello spettacolo di danza della compagnia Ritmi Sotterranei di cui lei fa parte e che andremo tutti a vedere il 19 maggio al teatro Parioli a Roma perché è bello e ne vale la pena.

Intervista conclusa, prima però consigliami un film, un libro, un disco e un fotografo.
Film: Stop The Pounding Heart-Roberto Minervini
Libro : Giro di vite Henry James
Fotografo : Philip Lorca di Corcia
Disco: il nuovo EP dei Massive Attack e Savages “Adore”.

SAILING_LONDON_2014cocacola_MG_8831

_MG_14462

08

15

LIAM_LONDON_2014

_MG_8426

home

_MG_1368

_MG_8477p2 copia


Giuliana Massaro

Giuliana Massaro, 26 anni, studentessa di lettere moderne da un po', lunatica da sempre. Penso troppo, parlo poco, faccio foto.

Commenti

commenti


RELATED POST