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Da bambina avevo una passione smodata per i papillon. Amo credere di poter avere più vite e quando sono in difficoltà mi diletto nella costruzione di barchette di carta grandi come un unghia.
Come hai imparato a “disegnare”?
Disegnado, disegnado, disegnado. Sempre, a volte anche quando dormo.
24 ore, qual è la TUA ora e perché?
La mattina ha l’oro in bocca. Adoro svegliarmi presto, le prime ore del mattino passano più lentamente e i pensieri sono più dilatati. Il problema è che anche la notte ha un sapore analogo.
Il risultato non è dei migliori… ma intanto disegno.
Immagina un foglio bianco, qual è il processo creativo che segui?
Prima di tutto penso ferma seduta, per un po’.
Poi velocemente butto giù tutte le immagini che ho avuto. Cerco di evidenziare la più efficace.
Faccio altro.
Le idee migliori mi vengono nel dormiveglia. Nel letto ad occhi chiusi fino a quando non mi addormento. A volte la mattina dopo ho la sensazione di un’immagine che ho perso durante la notte ma poi torna sempre.
Solitamente disegni prima su carta oppure elabori tutto direttamente su pc?
Inizio sempre con una matita una gomma e un qualsiasi foglio bianco. Schizzi veloci solo per iniziare a dare forma alle immagini che ho nella testa.
Produco molti sfondi ad olio grattato poi con la penna grafica e qualche scansione completo il tutto.
Momento marzullesco: fatti una domanda e datti una risposta
Se potessi adottare una massima per la tua vita futura?
Non prendersi mai troppo sul serio. Non ne vale la pena.
Un illustratore che ci consigli di tener d’occhio?
Tanti, bravi, bravissimi. Il mio più grande debole per Pablo Auladell.
Final bonus question: Mi piace tanto il progetto finestre, perché è come se tu illustratore aprissi la tua finestra sul mondo per sentirne storie, abitudini, parole e poi trasferirle sul foglio.Se esiste un legame tra illustratore, illustrazione e osservatore, (e qualcosa mi dice che esiste :P ) in che modo Anna Resmini cerca di instaurarlo?
Come risposta a quest’ultima domanda opterei per l’aiuto da casa…
Paul Klee diceva che il più grande potere dell’arte, in tutte le sue forme, sia quello di riuscire a dare visibilità a ciò che non è visibile. Ecco, senza volermi appropriare delle considerazioni di un genio del calibro di Klee, vorrei sfruttare questa sua massima poiché credo possa raccontare in modo molto puntuale l’anima di tutti i processi creativi e in questo senso una parte del lavoro dell’illustratore.
Quando si trova a dover rielaborare i dati della realtà (Cosa vedi fuori dalla tua finestra?) l’illustratore, il disegnatore, agisce in bilico tra fantasia interiore/personale e i dati visivi concreti di quello che gli si presenta davanti. Ecco qui la relazione tra realtà osservata (oggettiva) e il fantastico scarto immaginario e assolutamente libero che caratterizza e differenzia chi detiene il potere della matita.
Quando mi affaccio dalla finestra e guardo: c’è un sacco di luce, poca gente per strada, i palazzi non tanto alti color mattone vuoti e qualche grande nuvola in lontananza. Tutti dati che è possibile ricopiare. Ma se fa tanto caldo, è sabato di luglio, i palazzi sono uffici, è vacanza, tra un po’ viene a piovere, io sono serena e avrei voglia di fare un tuffo nel mare questi sono tutti dati che ho la possibilità di trasmettere, che non sono esattamente visibili ma che allo stesso tempo determinano questa triade; relazione tra me illustratore di fantasia, osservatore oggettivo/fotografico e prodotto finale.
Ci sono cose che non sono visibili ma che si possono visivamente raccontare !
Ringraziamo Anna per la sua disponibiltà e vi invitiamo a visitare il suo sito: http://www.annaresmini.com/
Marta Latini
Mi chiamo mARTa e nel mio nome è racchiusa una parte del mio mondo...amo la danza, il design, l'architettura, la pittura, il didò e adoro le bambole di pezza; ma non sono nè una ballerina, nè un ingegnere, nè un architetto, nè una pittrice, nè tantomeno una scultrice...


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