A colpi di matita: Mecenatelab


Quanti anni hai, di dove sei e da quanto tempo fai l’illustratore?
Abito a Verona, vado per i 26 anni e faccio l’illustratore da un solo anno.

Come hai imparato a “disegnare”?
Sono un autodidatta. E’ da quando sono piccolo che scarabocchio su qualsiasi cosa: giornali, libri, riviste, pezzi di carta e tovaglioli non avevano scampo. Anche se col tempo ho “appeso la matita al chiodo” per dedicarmi alla musica, la voglia di scarabocchiare è tornata, ed eccomi qui.

La tua è una passione, un lavoro, o entrambe le cose?
E’ innanzi tutto una passione irrinunciabile, che a volte si può tramutare in veri e propri lavori.

Solitamente disegni prima su carta oppure elabori tutto direttamente su pc?
La carta è un passaggio obbligato: l’idea iniziale è uno scarabocchio che poi elaboro al computer. Sono pochi i lavori cartacei.

Da cosa trai ispirazione? E cosa cerchi di trasmettere con le tue illustrazioni?
Anche se il quarto di secolo è alle spalle ormai, non posso negare la mia passione per i libri di favole illustrate (li compro, per me!). Si può dire che mi affascina tutto ciò che è “favoloso” e “infantile”, anche se ultimamente, con gli ultimi lavori mi sono spostato su un “qualcosa” che non so definire, ma sicuramente meno infantile.

Che strumenti (e/o software) utilizzi solitamente?
Matite, block notes, gomma pane e tavoletta grafica sono i miei compagni di lavoro.

Che consigli daresti agli aspiranti designer/illustratori che desiderano emergere in questo settore?
Lasciatevi trasportare dalla vostra fantasia e fatevi influenzare a 360 gradi: solo così troverete il vostro stile.

Un illustratore che ci consigli di tener d’occhio?
Sicuramente Nelleke Verhoeff, un’ illustratrice di Rotterdam (http://redcheeksfactory.com/)

Ringraziamo Mecenatelab per averci concesso il suo tempo e vi invitiamo a visitare il suo sito: http://www.mecenatelab.com

 


Alessandro Rossi

Alessandro Rossi, fondatore di organiconcrete e pseudo studente di Ingegneria Edile-Architettura presso "La Sapienza" di Roma. Ossessionato dai buchi temporali, dall'eta adolescenziale, dal trascorrere del tempo, dai rapporti umani e dall'arte. Irrimediabilmente fesso.

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