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A colpi di luce 2.0: Giulia Agostini

A colpi di luce 2.0: Giulia Agostini



Ciao Giulia! Che bello che abbiamo lo stesso nome.. raccontami un po’ come passi le giornate in questo periodo.

La notte sembra più lunga del giorno, in questo periodo.
Sto vedendo nuove facce, preparando alcuni progetti da presentare, cercando nuovi posti. La notte si lavora meglio.

Quando ti ho chiesto di rispondere a queste domande tu hai scritto “ho visto che le tue interviste solo molto mirate, dense . Sei certamente una grande osservatrice.”. Sembra banale, ma sei la prima che lo nota. Sei tanto osservatrice tu stessa, giusto?
Che dire a questo punto ?!
Suppongo di esserlo.
Quando da piccola guardavo “La signora in giallo” posso dire che ero la prima a scoprire l’assassino. Avevo un trucco però, mi ero accorta che la prima persona che inquadravano a l’una e zerocinque, era il colpevole. Sì, lo so, non è così speciale, ma nessuno lo aveva notato. Con C.S.I._Las Vegas è stato più difficile.

Io ti immagino giovane e bella, pacifica, un po’ silenziosa ma non molto malinconica e sempre con una macchina fotografica in mano. Quanto sbaglio? Smentiscimi se è il caso.
“giuliabersaniPsychology”
Non di molto. La macchina fotografica confermo di averla quasi sempre.
La cosa che ha più il potere di rendermi malinconica, è il cielo. Che sia nuvoloso o al tramonto. Mi rimanda a posti che ho l’impressione di aver conosciuto e che mi mancano. Può anche scendere una lacrima, poi passa tutto e torno sulla terra. Magari mangio della cioccolata.

Fotografi molti soggetti di diverso tipo. C’è qualcosa che ti dispiace non essere mai riuscita a fotografare?
I matti.

Tra i tanti soggetti ci sei anche tu con il tuo ragazzo, le tue lenzuola, il tuo corpo, il tuo spazzolino da denti ecc.. Non hai mai avuto momenti di vulnerabilità in cui hai avuto paura per quello che rimane condiviso attraverso internet?
Sì, certo. Sono molto paranoica a riguardo. Infatti metto e tolgo, tolgo e rimetto.
Mi è capitato di recente di cercare di decidere, di DECIDERE smettendo di cambiare idea.
Se penso che il pubblico che le vede sono i miei vicini di casa è chiaro mi può tornare l’incertezza. Cerco di pensare in grande.

Cosa credi succederebbe se ti si impedisse di fotografare? Come credi reagiresti?
Per motivi di salute, l’ho provato sulla mia pelle. È stato molto sgradevole.
Ero più inquieta del solito. Ho pensato alle foto che vorrei fare.

Che rapporto hai con la noia?
Se arriva, vado di la pulizia domestica!Col rispondere a chi non ho risposto, col sentire chi mi ha detto chiamami. Magari faccio quello che avevo rimandato. Mi accendo una sigaretta e di nuovo mangio della cioccolata.

Ringrazio Giulia per avermi dedicato il suo tempo e vi invito a visitare il suo sito: http://www.giuliaagostini.com/


Giulia Bersani

Sognatrice irrimediabile con il vizio della fotografia


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