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r3architetti firma la ristrutturazione di un altro appartamento a Torino


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Se mi segui da un po’ in questa rubrica (che poi una vera e propria rubrica non è) settimanale dedicata all’architettura, credo ormai tu abbia capito che la parola d’ordine da queste parti è “ristrutturare”: far tornare in vita la casa in campagna che ti hanno lasciato i tuoi, il fienile di tuo nonno, il granaio di tua zia, l’appartamento in città che nessuno vuole più accollarsi per via dei troppi lavori da fare, la casa sull’albero che avevi da piccolo o la cuccia del cane che non hai più.
Ristrutturare, si, perchè tanto di costruire non c’è verso (tra permessi, ettari di terreno e costi elevatissimi) e parlare di architettura contemporanea in Italia suscita sempre una buona dose di imbarazzo. Bisognerebbe tornare a parlare di “luoghi da abitare”, che poi sono il guscio della nostra esistenza (temporanea o permanente), quei luoghi dove possiamo buttar via le maschere, e tornare ad essere noi stessi.
E farlo prima ancora di tirare in ballo i “luoghi da visitare”.

Di r3architetti avevo già parlato in occasione del negozio trasformato in loft a Torino, tessendone le lodi ed esaltando la loro visione di architettura.
Rimaniamo sempre  a Torino, dove lo studio ha da poco ultimato un’altra magistrale ristrutturazione di un trilocale di circa 60mq che prende il nome di 3Vaults per via delle 3 volte a cui sono stati affidati i diversi spazi.
La scelta di materiali classici come il calcestruzzo e legno è stata fatta con oculatezza, pensando ad un appartamento che al suo interno conserva volte del 1905 e che aveva sicuramente bisogno di non perdere la propria identità.
Un mix di buon gusto e raffinatezza, impreziosito da scelte progettuali che dilatano gli spazi (come l’orientamento diagonale definito da setti e divisione degli spazi -ben visibile in pianta- ), da una cucina in calcestruzzo gettato in opera con ante in rovere, da un tavolo costruito con tubi idraulici e tavole di legno, da soluzioni d’arredo che dimostrano coerenza e continuità di progetto.

Se alla fine ti domandi se questa sia architettura oppure no, allora forse è il caso che cominci a farti qualche (altra) domanda.
E magari a pensare di cambiare mestiere.


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Alessandro Rossi

Alessandro Rossi, fondatore di organiconcrete e pseudo studente di Ingegneria Edile-Architettura presso "La Sapienza" di Roma. Ossessionato dai buchi temporali, dall'eta adolescenziale, dal trascorrere del tempo, dai rapporti umani e dall'arte. Irrimediabilmente fesso.

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