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Ikenaga Yasunari e l’arte del Nihonga

Ikenaga Yasunari e l’arte del Nihonga


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Carissimi lettori di Tuesday Poison innanzitutto bentornati dalle vostre ferie (chi già è tornato), quest’anno vi attendono grandi novità che la nostra redazione sta finendo di confezionare e alcune di queste riguardano anche la nostra bellissima rubrica che finalmente torna a incantare i vostri martedì. Intanto vi preannuncio qualcosa quindi mettetevi comodi, non vi chiedo altro. Innanzitutto, come principale obiettivo della nostra webzine, continueremo a cercare i futuri protagonisti della scena artistica, nel nostro caso lowbrow e pop surrealista italiana per dare sempre più spazio ai talenti nostrani ma con un occhio sempre attento anche ad artisti di altre nazionalità perché non possiamo dimenticare che l’arte della quale parliamo in queste righe è nata negli Stati Uniti qualche decennio fa (non a caso abbiamo chiuso la scorsa stagione con Jeremy Fish) e che non solo dall’America ma da tutto il mondo arrivano grandi talenti che affluiscono anche nelle nostre gallerie, tra collettive e personali delle quali continuerete a sentire parlare dalla sottoscritta. Inoltre, abbiamo pensato di approfondire il tessuto artistico orientale, in particolare quello giapponese, il quale continua a sorprendere per la grande varietà di artisti che si avvicinano a questa corrente artistica di cui noi siamo spettatori. Infine, abbiamo pensato di deliziare la vostra lettura con un numero più elevato di interviste ai grandi nomi che qui troverete perché pensiamo che il miglior modo per conoscere un artista sia condividere il suo tempo con noi.
Queste sono le premesse di questa nuova stagione di Tuesday Poison e tra non molto scoprirete cosa abbiamo in serbo per quest’anno che vi assicuro sarà divertente.

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Oggi vi porto a conoscere Ikenaga Yasunari, un artista che vive a Tokyo, nato nel 1965 a Tsukumi che si trova nella prefettura di Ōita a sud del Giappone. Oggi non vi porto a conoscere solo un artista ma anche qualche termine giapponese legato alla pittura perché Ikenaga Yasunari è un fantastico interprete della tradizione Nihonga, un particolare tipo di dipinti giapponesi che risale a più di mille anni fa, sebbene il termine sia stato coniato soltanto a cavallo tra la fine dell’ottocento e l’inizio del secolo scorso. Si tratta di una pittura che normalmente viene realizzata su carta tipicamente giapponese o su strati di seta che il nostro artista riproduce attraverso l’uso del pennello Menso, il quale gli consente di incastonare le sue linee in modo perfetto sulla superficie. La pittura Nihonga si avvale di colori ottenuti tramite la lavorazione di pigmenti o di una colla composta da ossa di pesci e altri estratti animali che permettono all’opera di restare intatta per secoli anche senza il supporto del vetro, favorendo così la conservazione dei colori e della loro bellezza unica.

Se la tradizione del Nihonga riguardava soprattutto supporti come kakemono (pittura rotolo), emakimono (pannelli orizzontali) e byōbu (paravento) con soggetti e ambientazioni tipicamente nipponiche, Ikenaga Yasunari riprende in parte questa tradizione trasportandola su supporti molto più comuni come le tele, le quali mostrano volti tipicamente femminili moderni, donne adagiate su superfici colorate che ricordano il paese di provenienza del loro artefice; donne sospese nei loro pensieri e nei loro sguardi rivolti altrove e sfuggono agli occhi dell’osservatore che si incastra tra le trame fitte dei colori intensi di cui è pregna la tela. Un infinito e pacifico cercare, è questo il senso che scaturisce dall’osservazione delle opere di questo artista giapponese, il quale seduce l’osservatore infliggendo un’amara sconfitta al trascorrere del tempo, anch’esso sospeso tra la tradizione e la modernità.

Il surrealismo di Ikenaga Yasunari è uno di quelli sottili, che si insinua nel gioco paradossale tra la tradizione e la modernità interpretato dalla tecnica e dai soggetti, ma è soprattutto un surrealismo che tende all’efferatezza melanconica del nostro essere umani in attesa del compimento di qualcosa che va oltre le nostre forze, regalandoci momenti silenziosi in cui la sola distrazione è il formarsi dei pensieri nella nostra mente.

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Eva Di Tullio

Io sono Eva e con Tuesday Poison ogni martedì, vi racconterò la storia dell’arte pop surrealista e lowbrow: accomodatevi pure!

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  • http://trixsecret.wordpress.com bealollipop

    Ciao! Bell’articolo dedicato a un artista che ho appena scoperto e che mi piace non poco. Posso farvi soltanto notare che tra le immagini c’è un dipinto che non appartiene a Ikenaga ma a Hope Gangloff? Vi sarà sicuramente sfuggito, è l’unico che si differenzia dalle altre immagini, e rappresenta due donne sdraiate , è l’unica opera in cui c’è una vivace tonalità di blu elettrico!

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