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Racconti ludici e grotteschi nel surrealismo di Am...

Racconti ludici e grotteschi nel surrealismo di Amandine Urruty


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Carissimi lettori, tra un mese o giù di li, come si dice nel nord del paese, ce ne andiamo in vacanza e torneremo a fine estate con tante belle sorpresine da laccarsi i baffi. Intanto, abbiamo altri martedì da coprire fino all’arrivo delle ferie con artisti fantastici proprio come quella di cui vi parlo in queste righe. La parola d’ordine di oggi è dolcezza e Amandine Urruty è l’artista di questo martedì un pochino meno velenoso dello scorso ma sempre molto surreale come piace a noi.

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Amandine Urruty è un’artista francese nata nel 1982 e attualmente vive e lavora tra Parigi e Tolosa, anche se le tocca viaggiare di tanto in tanto per seguire le sue opere che dal 2008 vengono esposte in collettive e solo show in molte gallerie sparse in giro per il mondo ma principalmente in Francia. A tal proposito volevo segnalarvi la sua partecipazione alla collettiva 3 Artist Show presso la Corey Helford Gallery di Los Angeles assieme a Mab Graves e Yoko D’Holbachie (di cui leggerete su questi schermi in un futuro prossimo) che potrete visitare fino al 2 luglio.

Da noi ancora non ha avuto modo di farsi conoscere ma chi è appassionato di street art forse sa dei suoi lavori outdoor, magari come quelli di cui vi mostro in qualche immagine tra queste righe. Ma Amandine Urruty è soprattutto un’abile componitrice dei disegni a matita, una tecnica che le consente da una parte di mostrare la sua abilità certosina nel sottolineare i dettagli contenuti nei suoi lavori e dall’altra di incantare l’osservatore con il suo richiamo al mondo dell’infanzia quando tutti ci divertivamo a disegnare sui fogli bianchi che avevamo in classe o a casa. E quella dimensione spirituale tipica dell’adolescenza è il meccanismo che le fa muovere la mano sulla superficie dei supporti che utilizza, che si tratti della carta o del muro, e in particolare la sua propensione al racconto di storie fantastiche è l’arma con la quale sconfigge l’ordinarietà del quotidiano divenire del tempo.

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Come vi ho già accennato precedentemente, il magico mondo dell’adolescenza o, forse ancora di più, dell’infanzia è, come accade spesso per molti artisti dei quali vi ho parlato in questi nostri appuntamenti del martedì, alla base delle sue opere che nascono e si sviluppano seguendo la logica ludica di situazioni e personaggi molto buffi, a tratti anche molto grotteschi e non è un caso se i protagonisti delle sue storie quasi rigorosamente in bianco e nero sono bambini travestiti da animali che si affiancano a pupazzi, bambole e altri mostriciattoli che fanno diventare l’intera opera come una scenetta da circo catturata dalla sua matita, ovvero lo strumento con la quale narrare le storie ai suoi interlocutori. Altre volte invece le creaturine forgiate nel suo mondo incantato sembrano essere i personaggi di storie e leggende medievali scritte per essere raccontate di sera quando il chiaroscuro delle candele si fondeva al bianco e nero delle fiabe macabre o dei bestiarium che solo i bambini un po’ bizzarri come noi avevano il fegato di ascoltare dai grandi.

Eppure nel suo modo di descrivere il mondo che le pulsa dentro vedo soprattutto un’infinita dolcezza che si propaga anche negli angoli più remoti delle sue opere dove l’occhio dell’osservatore fa quasi fatica ad arrivare e trova la sua massima espressione sui volti dei suoi piccoli personaggi che, ebbene somiglino a tanti bambini impertinenti, in realtà sono sembrano affamati di sguardi amorevoli e delicate attenzioni da parte degli adulti immemori del gioco e della fantasia che ci appartiene sin dalla nostra creazione.

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Eva Di Tullio

Io sono Eva e con Tuesday Poison ogni martedì, vi racconterò la storia dell’arte pop surrealista e lowbrow: accomodatevi pure!

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