Tuesday Poison: Bafefit


Era una notte buia e tempestosa, le nuvole ricoprivano a tratti la luna, tuoni e lampi illuminavano di tanto in tanto la mia stanza, io mi giravo e rigiravo nel letto in cerca di un po’ di calore e di Morfeo che tardava ad arrivare anche quella sera. Non so se avevo più paura della tempesta fuori o del lunedì mattina che incombeva come un macigno. C’è un unico modo per trascorrere una notte come questa: cullarsi con una favola. Fare finta di esser protagonisti di una storia con mostriciattoli un po’ deformi e raccapriccianti, alcuni invece simpaticissimi e dai teneri occhioni sgranati in cerca di tenerezza.
Un fervido romanticismo che rinvigorisce e che mi fa venire in mente solo un artista, un genio che ho avuto il piacere e l’onore di conoscere qualche anno fa. Lui si chiama Bafefit, ecco si chiama proprio così, un nome fantastico per una mente che crea cose fantastiche; viene dal Salento ma vive a Roma e da qualche anno partecipa a mostre e progetti artistici fighi come l’Italian Pop Surrealism di cui vi ho accennato la scorsa settimana.
I suoi compagni preferiti sono bambini e animali disegnati con una particolare minuziosità che fa rabbrividire, ci guardano come spettri in cerca di qualcosa. Adorabili creaturine menomate, soggetti antropomorfi e animali sanguinolenti sono i personaggi del suo universo in bianco e nero che prende vita sulle superfici della carta antica che riceve in dono da un’amica.
La morte rivive nel suo suicide surrealism, la libertà estrema che annulla il dolore dei suoi personaggi, sempre tesi verso un’inquietudine costante che si nutre della loro stessa esistenza.
Questi esseri senza tempo e senza dimora girovagano nei nostri incubi e appaiono di notte, nell’oscurità, mentre i bambini dormono e intorno c’è silenzio. Un silenzio da cui si può evadere solo con l’arte.
Così, mentre cerco di addormentarmi, sogno di essere la protagonista della mia favola in cui io sono Kim e mi innamoro di Edward mani di forbice, non quello di Tim Burton ma quello creato da Bafefit, e insieme viviamo su un albero assieme ad una civetta con un solo occhio e uno scoiattolo allergico alle noci. Grazie a Bafefit quella sera sono riuscita a dormire e a saziare la mia fame di macabro.


Eva Di Tullio

Io sono Eva e con Tuesday Poison ogni martedì, vi racconterò la storia dell’arte pop surrealista e lowbrow: accomodatevi pure!


RELATED POST

  1. […] Bizzarro? Difficile contarli. Da Mark Ryden a Camille Rose Garcìa, da Ray Caesar al nostro amico Bafefit, passando per Ania Tomicka e Max Papeschi. Tra le migliori mostre senza ombra di dubbio ricordo […]

  2. […] lavori. Mica potevo tenerli solo per me? Bellissimi, fantastici, non poteva essere diversamente. Bafefit ha un talento straordinario nel disegnare personaggi e situazioni che parlano al cuore e […]

  3. […] ogni opera Pop surrealista con connotazioni dark, gotiche ed oscure, come nei bellissimi disegni di Bafefit e Ciou. Ciò che il Pop Surrealism vuole rappresentare è un mondo fantastico che nulla ha a che […]

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *