A colpi di matita 2.0: Millo


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Mi chiamano millo, che in Ruanda vuol dire ciao. Vivo e opero a Pescara (ma non solo). Mi piace disegnare. Disegno sempre, anche quando non disegno.

Come hai imparato a “disegnare”?
Quando avevo 3 anni mi sono infilato per sbaglio una scheggia di grafite nel pollice destro, e da allora disegno come Raffaello Sanzio. Scherzo, però mi ricordo che sapevo farlo già da piccolissimo. Tutti dicevano che “ero portato”. Per come la vedo io, anche se mi sarebbe piaciuto tanto fare una scuola d’arte, penso che ci sono delle cose che nessuno può insegnarti. Quando avevo tredici anni mi fece chiamare un ragazzo del mio paese che ne aveva diciotto. Lui era un mostro in disegno, aveva un senso delle proporzioni incredibile, una perfetta conoscenza dell’anatomia del corpo umano ed una capacità innata di rendere sconvolgentemente naturali e dinamici i personaggi . Voleva conoscermi perché qualcuno gli aveva fatto vedere i miei disegni. Quel giorno mi disse: <<Quelli come noi vedono le cose in modo diverso>>, io annuii come se mi avesse detto un assioma, una verità assoluta. Poi col tempo capii cosa aveva voluto dirmi.
Al primo anno di Architettura un mio docente, Paolo Desideri (quello della Stazione Tiburtina) ci fece fare un esercizio per mettere alla prova la nostra capacità di osservazione, ci diede dieci minuti per disegnare una bicicletta con più dettagli possibili, telaio, copertoni, raggi, catena, corona, manubrio, freni ecc. Una bicicletta ce l’abbiamo tutti, e ci siamo saliti sopra milioni di volte, beh, solo una decina su 100 fummo in grado di superare la prova.

24 ore, qual è la TUA ora e perché?
Non ho un ora preferita. Però ci sono dei momenti in cui mi sento molto a mio agio con me stesso, in cui mi sento molto produttivo e soprattutto libero. La domenica pomeriggio ad esempio, quando tutti sono a seguire le proprie squadre di calcio o a fare una passeggiata in un parco, io preferisco starmene da solo nella mia casa vicino al mare e lasciare che la mia mente viaggi libera di dedicarsi a questioni, idee e progetti che nell’arco della settimana non potrei affrontare per via di tutti gli altri impegni.

Immagina un foglio bianco, qual è il processo creativo che segui?

Le idee più belle mi vengono sempre disegnando. Una volta che poggio la penna sul foglio non so mai come andrà a finire. Comincio con un segno, poi un altro, finché non si inizia a creare una figura la cui forma definitiva, alle volte viene fuori dalla colonizzazione dagli spazzi vuoti, altre dal dialogare dei segni che verranno con quelli già fatti. Il processo creativo è un mistero anche per me.

Solitamente disegni prima su carta oppure elabori tutto direttamente su pc?
Niente computer. Di solito i miei disegni nascono quasi tutti su pezzetti di carta non più grandi di 5 cm x 5 ed in non più di un minuto. Li dentro c’è tutto. Dopo di ché quell’idea può diventare un muro, un quadro, una serie di quadri, un allestimento, un disegno, un adesivo, una spilletta più tosto che una gigantografia.

Momento marzullesco: fatti una domanda e datti una risposta
Sei felice?
No. Non c’è niente da fare, non si esce vivi dagli anni 10!

Un illustratore che ci consigli di tener d’occhio?
Ce ne sono tantissimi, uno dei miei preferiti al momento è Travis Millard http://www.fudgefactorycomics.com/ che ha lavorato ultimamente per i Primus, e i Dinosaur jr, giusto per gradire.

FIinal Bonus Question: In quasi tutti i tuoi lavori il mondo che rappresenti è dominato da metropoli con palazzi altissimi, strade che si intrecciano e veicoli che inondano il paesaggio. In tutto questa marasma peró è impossibile non notare una, seppur timida, presenza umana! Che cosa rappresenta per te l’essere umano e perché vedo i tuoi personaggi così irrimediabilmente tristi?
I miei personaggi non sono sempre tristi. Anche se comunque è vero, nell’80% dei casi lo sono.
Solitudine, ansia, paura, tristezza, insoddisfazione sono tra gli stati d’animo più diffusi nell’uomo contemporaneo. Le nuove metropoli sono luoghi che non hanno storia, non hanno punti di riferimento, sono prive di bellezza e di amore, e l’uomo contemporaneo le subisce, come subisce la politica, la televisione, il capitalismo, il sistema alimentare ecc. Questi meccanismi ci hanno portato a subire e a non porci domande proprio perché abbiamo paura di darci delle risposte, paura di essere diversi e quindi di essere soli, isolati.
Nel momento in cui ti guadi allo specchio e ti rendi conto di tutto ciò, credo che sia inevitabile sentirsi un po’ come i miei personaggi. Io mi ci sento.

Ringraziamo Millo per averci dedicato il suo tempo e vi invitiamo a visitare il suo sito: www.millo.biz


Alessandro Rossi

Alessandro Rossi, fondatore di organiconcrete e pseudo studente di Ingegneria Edile-Architettura presso "La Sapienza" di Roma. Ossessionato dai buchi temporali, dall'eta adolescenziale, dal trascorrere del tempo, dai rapporti umani e dall'arte. Irrimediabilmente fesso.

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