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    A colpi di luce 2.0: Jerry Pigeon
    Giulia Bersani - 16/3/2013 - A colpi di luce -
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    Pigeon è un fotografo poco più che trentenne che vive a Montreal, in Canada. Le sue foto sono tanto semplici quanto piacevoli, così ho deciso di spolverare il francese imparato a scuola per fargli qualche domanda.

    Ciao.. come ti posso chiamare? Ti chiami davvero Pigeon (traducibile in italiano con “Piccione”)?
    Sì, è il mio vero nome. Mi chiamo Jerry Pigeon.

    Possiamo cominciare dai tuoi ritratti di donne.. com’è la tua donna ideale?
    Nelle mie foto di fatto ci sono molte donne con i capelli lunghi e scuri, ma sinceramente credo che ci sia della bellezza in ogni donna; non ho un ideale riguardo a questo.

    Nelle tue foto quello che amo più di tutto è la semplicità; è un elemento importante per te, vero?
    Sì, è molto importante per me; do sempre la priorità al soggetto più che alla luce. Apprezzo molto il vuoto e gli spazi grandi.

    Dall’ altro lato, invece, ci sono delle foto che non sono per nulla visivamente semplici, come ad esempio quelle in cui troviamo della gente giovane che si diverte.. Cosa ti attira di questo genere di foto? Non è per caso che hai paura di invecchiare?
    No, non ho paura di diventare vecchio! Al contrario, credo che il meglio debba ancora arrivare.

    C’è una tua foto a cui sei affezionato più che alle altre?
    No, non ho delle foto preferite, infatti ho molta difficoltà a guardare il mio lavoro con distacco. Spesso devo chiedere ai miei assistenti dei consigli. Tuttavia credo che la mia forza più grande sia il saper cogliere dei momenti interessanti; è questo che amo del mio lavoro, non per forza una foto in particolare.

    E tra le foto dei grandi autori? Ce n’è una (foto) o uno (autore) che credi abbia influenzato particolarmente la tua crescita artistica?
    Ho molta ammirazione per RJ Shaughnessy, che ha fatto un libro chiamato “Deathcamp”.  Questo mi ha ispirato moltissimo (sono foto spontanee e vere), in più amo molto l’ estetica di Juergen Teller, il suo modo di fotografare la moda senza pretese ed il fatto di non aver paura di mettersi in gioco nelle sue stesse foto.

    Finisco con una curiosità.. Sul tuo sito c’è una serie un po’ strana chiamata “exhibitionists in exhibition”.. dove hai trovato tutti quegli esibizionisti? E quale mostra te lo ha lasciato fare?
    Ho realizzato questa serie con le mie amiche stylist Melissa Matos  e D A per il magazine Vice. Abbiamo fatto una ricerca di veri esibizionisti! Alla fine la metà erano veri e gli altri dei modelli che avevo già fotografato e a cui non dispiaceva essere nudi. Sono molto fiero di questo set; è stata un’ esperienza super bella per me.

    Potete trovare le foto di questi esibizionisti, nudi in una mostra di quadri, sul suo sito, insieme a tanta altra roba interessante: http://www.jerrypigeon.com/

    Giulia Bersani

    Sognatrice irrimediabile con il vizio della fotografia

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