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    Choi Xooang: Condition for Ordinary
    Alessandro Rossi - 16/3/2013 - Arte | In evidenza | Scultura -
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    Quando nel lontano dicembre 2011 (Organiconcrete aveva solo qualche giorno di vita) vi abbiamo parlato di Choi Xooang (in modo sommario, lo ammettiamo, ma capiteci, eravamo ancora agli inizi) ci siamo resi subito conto che si trattava di un artista dalle indiscusse capacità comunicative.
    Classe 1975, il coreano Choi Xooang, ama stupire l’osservatore con sculture di corpi umani incredibilmente realistici e surreali al tempo stesso, che con il loro inconfondibile fascino contengono forti metafore sulla società moderna.  Si tratta di corpi mutilati, distorti, irreali; figure umane che provano a interagire, mostrando la loro fragilità e quel senso di non appartenenza all’ambiente. Così si scoprono sculture che mettono a nudo ( e in maniera anche macbra) gli aspetti delle relazioni umane fatte di presenze e assenze, di corpi vicini che tentano disperatamente di sopperire a distanze comunicative, persone devastate dall’oppressione di una struttura sociale omologata.
    E se da un lato è impossibile non essere colpiti dall’impeccabile riproduzione dell’anatomia umana e dalle texture di ogni singola parte del corpo (resa in maniera a dir poco maniacale e ossessiva), dall’altra non si può rimanere impassibili di fronte alla violenza comunicativa di queste sculture.
    Choi Xooang si conferma un artista indiscusso, capace di miscelare sapientemente la realtà con elementi surreali e in grado di tirar fuori dallo spettatore sensazioni di ammirazione miste a sdegno e compassione nei confronti della società in cui viviamo.
    Condition For Ordinary (The Blind for the Blind) sarà in mostra a Singapore dal 22 Marzo al 13 Aprile.
    Non è proprio dietro l’angolo, ma se per puro caso siete da quelle parti, direi che non è il caso di lasciarsi scappare quest’artista, di cui sono sicuro, sentiremo parlare sempre più spesso.

    Alessandro Rossi

    Alessandro Rossi, fondatore di organiconcrete e pseudo studente di Ingegneria Edile-Architettura presso “La Sapienza” di Roma.
    Ossessionato dai buchi temporali, dall’eta adolescenziale, dal trascorrere del tempo, dai rapporti umani e dall’arte.
    Irrimediabilmente fesso.

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