Domenica in strada: San


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Qualche giorno fa hanno suscitato dibattiti e polemiche le foto dell’opera completa realizzata da Clemens Behr su tutta la superficie dell’edificio ATAC – DCO sito in zona Garbatella, un lavoro gigantesco con cui l’artista tedesco ha inaugurato l’Avanguardie Urbane Roma Street Art Festival 2014, un progetto firmato da 999 Gallery e coinvolge 30 street artist internazionali da marzo a luglio 2014.
Ho letto vari commenti sui social network e su alcuni blog di street art a proposito di questa nuova iniziativa e le critiche maggiori vengono mosse non all’opera dell’artista che forse ben si addice alla location in cui è stata concepita, quanto al fatto che lo scenario della urban art capitolina si stia sempre più monopolizzando nelle mani di pochi addetti ai lavori, i quali hanno creato una rete tra festival e gallerie che tende ad oscurare altre iniziative di cui pochi sono a conoscenza, cosa che secondo me non dovrebbe avvenire in un territorio fecondo come quello di Roma, dove in questi ultimi anni si è assistito ad una proliferazione sconsiderata di festival che vanno un po’ a discapito della vera essenza della street art, la quale è sempre più vicina al mecenatismo e un po’ più lontana da quella sana illegalità che l’ha forgiata in tempi lontani. Cosa ne pensate a proposito?

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Intanto che i vostri pensieri si compongono vi porto a conoscere un artista spagnolo, Daniel Munoz Rodriquez, aka SAN.
L’artista di oggi vive e lavora a Madrid ma è nato in una piccola città ai confini con il Portogallo, Cáceres, e il suo percorso artistico ha avuto la sua nascita nel 1997 quando ha iniziato a realizzare i suoi primi lavori.
Ma la vera svolta è avvenuta nei primi anni del 2000, quando, dopo essersi trasferito dalla sua città natale nella capitale spagnola, ha iniziato a studiare nella Facoltà di Belle Arti unendo al suo percorso universitario qualche mostra e intervento in Spagna e in altre parti d’Europa.

Oggi San realizza anche illustrazioni ed è anche un affermato pittore non solo in Spagna ma è la parte riguardante gli interventi urbani che a noi interessa perché è nei suoi lavori sulle superfici delle città che si esprime meglio la sua creatività.
I lavori di San, realizzati quasi maggiormente su grandi edifici e in grandi dimensioni, sono ampiamente figurativi poiché il suo scopo è quello di fare arrivare il suo messaggio a più persone possibile, permettendo loro di decodificare la sua simbologia che si cela dietro ad ogni intervento.
I suoi personaggi vengono dalla strada, non sono quelli che girano intorno a dei circoli culturali, non sono intellettuali perditempo ma sono stati selezionati osservando la strada, il marciapiede, le osterie, luoghi in cui l’umana specie si mostra senza veli e apparenze.
Oppure, provando a guardarli sotto un’altra lente, magari più aulica, si possono investire di quell’aura che spetta solo ai personaggi che muovono le storie dei racconti di alcuni scrittori del secondo dopoguerra, i quali presero a narrare le vicende di personaggi che potremmo definire outsider, particolarmente inclini alle deformità psichiche e emotive, coloro che si barcamenano in una vita in cui la ruota della fortuna poco gira dalla loro parte. Oppure creature poetiche, surreali, simpatiche e misteriose.
Voi scegliete la lente che vi piace di più.
Buona domenica!

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Zelda

Mi chiamano Zelda, come la principessa dei Nintendo, come Zelda Sayre Fitzgerald, come Beautiful Zelda della Bonzo Dog Doo-Dah Band. Sono alta quanto una mela della Val di Non, sono impertinente come i miei capelli e mi nutro di street art, quella roba di cui vi parlo la domenica quando avete il cervello quadrato e parlate di rigori e schedine. Non potrete fare a meno di me.

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