A colpi di matita 3.0: Elisa Muliere


art on cascina

Sei al microfono di una radio e devi trovare lo sketch giusto per presentarti…3….2….1…..ON AIR
Chi mi conosce, lo sa. Partirei con un bel “MAMAUS a tutti gli ascoltatori di Radio A colpi di Matita!”. Poi proseguirei dicendo che sono Elisa Muliere, abito a Bologna, sono un’artista e illustratrice… E che MAMAUS is my way of life.

Immagina di trovarti davanti ad un bambino e di dovergli spiegare in cosa consiste il tuo lavoro.
Credo lo farei sedere accanto a me, al tavolo e cominceremmo insieme a disegnare. Gli chiederei di fare un macchia su un foglio e poi giocheremmo, come si fa quando si guardano le nuvole, ad immaginare cosa ci vediamo dentro. E via, inizieremmo ad estrarre la sua visione dalla carta, a farla emergere.

Lo starter kit di ogni illustratore comprende:
Sono un’illustratrice anomala, credo – nel senso che il mio background è legato alla pittura e sono arrivata nel mondo dell’illustrazione da qualche anno soltanto.
Quello che non manca mai sul mio tavolo:
risme di carta con tanta cellulosa e poche fibre di cotone
matite e pastelli rigorosamente acquerellabili
pigmenti in polvere e pressati
inchiostri vari
pipette varie, contagocce e uno spruzzino per mescolare il tutto all’acqua, un elemento fondamentale del mio indagare il disegno.

Qual è l’episodio legato all’illustrazione che ricordi con più piacere? E con più dispiacere? Ti va di raccontarceli?
Sinceramente non ho ricordi spiacevoli legati all’illustrazione o all’arte in generale… Voglio dire, dagli errori così come dalle sconfitte si ha solo da imparare.
Il più bel ricordo invece è il giorno in cui Andrea Benei e Silvana Ghersetti della casa editrice GRRRZ Comic Art Books sono passati nel mio studio a Bologna durante un BILBOLBUL di qualche anno fa. Nevicava. Avevo appeso alla parete i primi appunti di quello che sarebbe poi diventato il mio primo libro d’artista, Icaro deve cadere. In mezz’ora ci siamo ‘riconosciuti’ ed amati… E’ scoccata la scintilla.
Dopo quel primo incontro ho capito che stavo per percorrere una strada che non avrei più abbandonato.

Ti va di giocare con me? Ti spiego subito come funziona: prenderò un foglio totalmente bianco e farò tre segni a caso sopra, lo scopo del gioco è quello di, partendo da quei tre segni, dare vita ad un disegno di senso compiuto.
Per fare il disegno non avrai a disposizione mezza giornata, ma solo pochi secondi…anzi, visto che sono buona, facciamo un paio di minuti :P

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Persone da tener d’occhio: una colonna dell’illustrazione e un emergente da “esplorare”
Le mie ‘colonne’ sono più legate all’arte che all’illustrazione in senso stretto. Sono tante a dire il vero, un tempio di colonne. Te ne cito tre: Rothko, Frida Kahlo e Giacometti. Anzi, quattro: Balthus.
Emergenti idem, ci sono talmente tanti illustratori/fumettisti che ammiro e seguo… Internet è un pozzo senza fondo. Mi affascinano quegli artisti ibridi, che passano dalla carta ad un muro, dalla tela alle animazioni. Due nomi: MP5 e Alina Vergnano. Che bombe.

Sbirciamo nel tuo futuro “prossimo”: a cosa stai lavorando in questo momento? C’è qualche progetto che hai voglia di condividere con noi?
Ho concluso da poco ‘TWINS’, la mia prima mostra in un museo, a Tortona, mia città natale. Una doppia esposizione curata da Adiacenze di Bologna, spazio espositivo con il quale collaboro ormai da anni, che univa parte della mia produzione attuale con tutto l’impianto di disegni e opere legate ad Icaro deve cadere. E’ stata impegnativa, ma ne è valsa la pena.
Ora, dopo un paio di mesi di ricarica, ho voglia di riprendere da zero un progetto nuovo. Forse con un secondo libro?

Final bous question: Se do un’occhiata al mio archivio di immagini, “rubate” qua e la da internet, non posso fare a meno di notare che la cosa che più mi affascina è la ricerca della purezza del colore, la ricerca della sintesi, la ricerca della incisività del tratto.
 Tutti aspetti che non ho potuto fare a meno di notare nei tuoi lavori (quasi totale assenza del colore, il tratto che non si interrompe mai, le poche linee che a me raccontano tutto).
 Come un’idea complessa e articolata che nasce nella tua mente si sintetizza in un tratto?
 Come una storia diventa un’ immagine?
 L’acqua, elemento non sempre gestibile, imprevedibile su una superficie che non ha margini, che libertà di espressione ti da nella realizzazione delle tue opere?
Come raccontavo prima, comincio un lavoro in maniera piuttosto spontanea, senza bozzetti preparatori. Parlo di carta e disegno, ma anche di tele. Il mio approccio all’arte è sempre stato questo.
Ho il mio rito: prendo il foglio e lo bagno. Gocce compatte, di acqua o di inchiostro, che poi movimento con i pennelli o aggredisco con le matite. Creo delle macchie che utilizzo come input per tirar fuori le sensazioni che voglio trasmettere. Nasce tutto da lì. E’ un processo introspettivo, di analisi del sé, di scavo. Le parole seguono a ruota libera, come associazioni di pensiero.
Poi riduco tutto all’osso. Per raccontare preferisco la sintesi, il necessario.

Ringraziamo Elisa Muliere per la sua disponibilità e vi invitiamo a visitare il suo sito: http://elisamuliere.tumblr.com/

sisters twins bridge Icaro deve cadere - courtesy Grrrz Comic Art Books polar privacy (2) polar privacy sist Icaro @ Adiacenze


Marta Latini

Mi chiamo mARTa e nel mio nome è racchiusa una parte del mio mondo...amo la danza, il design, l'architettura, la pittura, il didò e adoro le bambole di pezza; ma non sono nè una ballerina, nè un ingegnere, nè un architetto, nè una pittrice, nè tantomeno una scultrice...

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