Laurina Paperina e il suo Duckland


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Quando si scherza bisogna essere seri

Il Marchese Del Grillo

La puntata di questo martedì la voglio dedicare alla nostra cara Zelda, la quale un bel pò di tempo fa, ha deciso di chiudere la sua rubrica dedicata alla street art, perché tanto se ne parla così tanto in giro che quasi le è venuta la nausea, ma sono sicura che l’artista di oggi la avrebbe inserita nella sua lista di nomi di cui vale la pena parlare perché le accomuna il senso dell’umorismo. E poi ragazzi perché la nostra ospite di oggi si occupa anche un pò street art oltre alle tante cose che deliziosamente confeziona in giro per le gallerie del pianeta, tra collettive e personali realizzate dal 2002 ad oggi , dalla Triennale di Milano al Janco Dada Museum, Haifa in Israele, dal MART di Rovereto alla 18 Gallery di Shanghai, passando per la Lincart Gallery di San Francisco e la Erdmann Contemporary Gallery di Cape Town e questo martedì è protagonista su Organiconcrete. Come al solito mettetevi comodi.

Laurina Paperina, al secolo Laura Steppini, è nata a Rovereto, in provincia di Trento nel 1980, ha studiato presso l’Accademia delle Arti di Verona e, da come si legge sul suo sito, attualmente vive tra l’Italia e Duckland, un luogo creato dalla sua mente che di tanto in tanto ama collezionare icone e immagini della cultura pop anni ottanta e novanta per poi trasformarle in tante opere che stravolgono i messaggi che incarnano tradizionalmente. Su qualche intervista spulciata sul web ho trovato che il suo pseudonimo deriva da un fatto accaduto quando era ancora bambina, un’auto ha investito i suoi piedi che sono diventati palmati. Forse proprio questo evento le ha dato l’impulso per descrivere un mondo artefatto, dove vengono messi in discussione i miti appartenuti al passato e la fantasia si è fatta strada tra i ricordi della sua infanzia.

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A tal proposito basta guardare le sue opere nelle quali è esplicito il riferimento a personaggi che hanno abitato i due decenni della sua crescita personale, quei favolosi anni ottanta e novanta di cui parlavo poco fa e che, attraverso uno stravolgimento legato alla memoria, al ricordo, prendono forma nelle sue creazioni simpaticissime, dai disegni alle sculture (guardate la collezione in fondo), ma anche in quelle realizzate sui muri, nonché nelle istallazioni di cui vi mostro qualche immagine in basso.

Il suo stile, particolarmente incline al gioco e allo scherzo, sembra il ricavato di un collage di immagini e spezzoni di film e personaggi che una bambina impertinente si è divertita a ritagliare da vecchie riviste rubate al tempo; senza contare poi i suoi soggetti strambi, coloratissimi e molto impacciati nelle loro caricature da super eroi a tratti sfigati a tratti in possesso di doti di cui mai si era sentito parlare prima, come Mr. Caccolaman che difende il mondo uccidendo a suon di caccole verdi. Non tutti sono in grado di fare arte divertendosi e non tutti sono in grado di essere seri mentre ci si diverte. Lei invece sì e il suo sguardo furbetto la dice lunga.

Quasi dimenticavo di segnalarvi la sua personale in corso, Laurina Paperina: Ducks on the rocks presso il Mic – Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza nonché al MCZ – Museo Carlo Zauli, al Leone Conti e al Malmerendi – Museo Civico di Scienze Naturali che potrete visitare fino al 3 aprile 2016.

Buon martedì!

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Mr Caccolaman

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Eva Di Tullio

Io sono Eva e con Tuesday Poison ogni martedì, vi racconterò la storia dell’arte pop surrealista e lowbrow: accomodatevi pure!

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